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La resilienza della chef Martone: "Ci siamo rialzati dal terremoto, vinceremo anche il Coronavirus"

Dagli stellati alle trattorie il Coronavirus come la più democratica delle democrazie ha chiuso tutto, dopo ci sarà un cambiamento di mercato in senso ampio

Siamo stretti tra due fuochi: da un lato la salute, da un lato la vita economica. Lo sa bene Valentina Martone, chef e titolare del Megaron di Paternopoli

Una piccola realtà familiare che ha stupito le guide gastronomiche con uno stile culinario rigorosamente irpino e che ora, dopo anni di sacrifici, deve fare i conti con una fase complicata e dolorosa. 

"Il virus ci sta mettendo a dura prova - esordisce la chef - Sono passate poche settimane dal blocco totale delle attività, eppure sembra già una vita. E più passano i giorni, più si afferma la convinzione che non torneremo alla normalità, sarà tutti diverso, ma non per forza in negativo". 

Valentina Martone ragiona con la saggezza di una donna che non è mai scesa a compromessi. Le proposte ricevute negli anni sono state tante, ma lei così ostinatamente radicata al territorio non ha mai voluto abbandonare la sua casa. La terra, il km0, la biodiversità locale e la tradizione gastronomica sono il baluardo di una filosofia che le da la forza di affrontare le insidie più spinose, anche il Covid-19. 

"Mia mamma mi ripete sempre: noi abbiamo fatto la guerra, a voi tocca combattere il Coronavirus. Sono due situazioni molto diverse - precisa Valentina, ma il paragone è calzante. Mia madre ha ragione: a noi viene chiesto solo di stare a casa. Chi combatte in trincea sono i medici e gli infermieri. Questa emergenza ci deve aiutare a riflettere, a dare valore alle cose e alle persone, rivedere i ruoli e i rapporti umani". 

In questi anni la cucina si è riempita di etichette, apparenze e falsi miti. Gli chef sono diventati personaggi da imitare, modelli finti lontani dalla verità di una cucina nobile 'serva' di madre natura come quella esaltata dalla cuoca irpina. Dopo il Covid-19 si parla già di un cambiamento di mercato in senso ampio. Uno scenario in cui secondo Martone ci sarà un ritorno al passato senza il quale non può esistere futuro. 

"Il dopo chissà come sarà. Ci vorrà tempo per la ripresa di tutte le attività, voglio il meglio per tutti, ma qualcuno dovrà arrendersi. Ci sarà spazio per chi davvero ha talento, idee, sentimenti e passioni per il suo lavoro. Noto che in questi giorni stiamo riscoprendo sentimenti che avevamo dimenticato. Mia figlia ha imparato a cucinare, mai avrei pensato che potesse mettere a tavola un piatto di pasta. Come noi tantissime famiglie si sono ritrovate intorno ad un tavolo a ripetere gesti antichi: il pane fatto in casa, la pasta fresca, la pizza nel ruoto. Per me dobbiamo ripartire da queste abitudini tornando ad un modello gastronomico più vicino alle nostre radici. La terra, la famiglia, sono i valori dell'Irpinia gli stessi che ci hanno fatto affrontare la guerra prima e il terremoto poi". 

Dagli stellati alle trattorie, il Coronavirus come la più democratica delle democrazie ha chiuso tutto. Il riposo forzato al di là del dramma economico per Valentina deve essere visto come una pausa di riflessione per capire dove abbiamo sbagliato e tornare all'indomani della fine del Coronavirus più forti di prima. 

"Sono sicura che ce la faremo. Dovremo partire tutti da zero, ma la gente avrà voglia di uscire e se il Governo ci aiuta ci sarà una vera e propria rinascita. Noi irpini siamo forti, ci siamo rialzati dalle ferite del terremoto. Ci rialzeremo anche stavolta". 

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