Sapore d'Irpinia

Opinioni

Sapore d'Irpinia

A cura di Rosa Iandiorio

L’Irpinia è una terra di sapori autentici, custode antica di vini pregiati e specialità gastronomiche ricche di gusto. Un luogo incantevole dove sedersi in silenzio per ammirare la sua anima più vera. L'anima di una terra dove per secoli la natura ha scandito i ritmi del tempo, lasciandoci in eredità un patrimonio agroalimentare immenso. È tempo di partire buongustai per riscoprire insieme questo ‘Sapore d'Irpinia’

Sapore d'Irpinia

Da Cerignola a Montella, transumanza 2021: la storia continua

Capone: ""105 chilometri carichi di memoria e ricordi di un popolo montellese, nobile e fiero"

Foto di Jenny Auriemma

Transumanza 2021 la storia continua. Gli allevatori Felice e Massimo Moscariello insieme all'amico Giuseppe Capone ancora una volta hanno dato vita allo spettacolo della transumanza. 

Tre giorni di cammino dalla Puglia all'Irpinia per dare forma ad una tradizione divenuta Patrimonio Immateriale dell'Umanità. Un rito collettivo che rischia di cadere in via di estinzione se non fosse per persone come Felice e suo figlio massimo, tra i pochi che ancora con orgoglio portano avanti tradizioni importanti, trasmesse oralmente che rappresentano un popolo, la loro cultura e il loro rapporto con il territorio.

Partiti da Cerignola il 10 giugno i tre irpini coadiuvati dalle comunità toccate hanno dato nuovamente forma alla pittoresca scenografia composta da mandrie di mucche di razza podolica che con le loro corna imponenti e il frastuono gioioso dei campanacci hanno invaso il paesaggio tra Foggia, Bisaccia, Guardia dei Lombardi fino all'arrivo a Montella. Un'impresa assai ardua non solo per la 'fatica' di percorrere un lungo tratto di strada, ma perché a differenza di un passato ormai remoto la pratica della transumanza richiede permessi e autorizzazioni. Bisogna avvisare gli enti coinvolti dal passaggio, accordarsi con le forze dell’ordine e rispettare orari precisi. "105 chilometri carichi di memoria e ricordi di un popolo montellese, nobile e fiero" chiosa Giuseppe Capone che lungo questo percorso "ha lasciato segni tangibili e anche economici del proprio passaggio". Una tradizione che permette di portare sulle nostre tavole formaggi unici realizzati con il latte di mucche sane che che vivono in ambienti incontaminati, allo stato brado nutrendosi di erba e di quello che trovano in natura. Formaggi genuini dal sapore intenso e caratteristico come il caciocavallo podolico per il quale Montella ha chiesto il riconoscimento Pat. 

Prodotti che sarebbero destinati a scomparire se non fosse per uomini come Felice e suo figlio Massimo a cui la parola sacrifici è sconosciuta. Il loro lavoro seppur duro è dettato dalla passione, passione che sono riusciti a trasferire al prossimo erede della dinastia Moscariello, il piccolo Manuel che già conosce a memoria il nome di tutte le vacche e segue con lo sguardo attento il lavoro del nonno e del papà. 

Fin quando ci saranno loro il tratturo Montella-Foggia continuerà a essere percorso e la transumanza si potrà ancora ammirare in tutto il suo impatto emotivo dal forte richiamo turistico purtroppo ancora inespresso. 

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