Sapore d'Irpinia

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Osare per raggiungere la perfezione, Lidia Cennerazzo e il suo Greco di Tufo

Dopo il vino Sphera Cantine Cennerazzo scommette sullo spumante 'Audere'

Crescere in vigna tra il profumo dell'uva vivendo sin dai primi anni di vita l'esperienza unica che si tramanda di padre in figlio. Lidia Cennerazzo ha scoperto i piaceri dionisiaci del Greco di Tufo seguendo i passi di chi sul volto porta i segni della passione e sulle mani quelli della fatica necessaria per vedere un grappolo d'uva nascere, crescere e trasformarsi in vino.

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I segni di suo nonno Federico e di suo padre Sebastiano che il vino lo fanno da sempre, perché Tufo è la culla del Greco, un nettare unico per il suo stile, le sue note sulfuree e il suo carattere sapido, robusto e minerale. Un vino prezioso che evoca la perfezione di una sfera. Ed è questa la parola chiave attorno alla quale ruota il sogno di Lidia. Sphera è il vino di Cantine Cennerazzo, un vino senza tempo, opulento e allusivo. Sphera metafora di una divinità sovrana come la forza primordiale della Terra e quindi di Madre Natura che incide profondamente nella vita e nell'evoluzione dell'uomo e del vino.
“Ho intrapreso l'avventura enologica insieme a mio fratello Federico perché ho un attaccamento viscerale verso la natura. Sono cresciuta tra filari di viti, assaggiando le uve per capirne il giusto grado di maturazione - esordisce Lidia - Mio nonno e mio padre mi hanno insegnato a rispettare la natura, a curarla, a sacrificarmi per essa perché è come una madre che dispensa doni di valore incomparabile. Quando abbiamo deciso di partire con questa avventura Sphera era il nome che meglio identificava il nostro progetto. Il ph per ricordare l'origine Greca del vitigno, e Sphera per evocare il concetto naturalistico che ci appartiene, ma anche la forma circolare della Terra e del chicco d’uva”.
La filosofia di Cantine Cennerazzo spiega la scelta di continuare nel solco di una tradizione di famiglia: produrre solo Greco di Tufo per affermare un'identità precisa:
“La mia famiglia produce Greco da prima che si chiamasse Greco di Tufo. Lo facevamo per uso domestico, lo regalavamo agli amici e riscontravano grande entusiasmo. Abbiamo scelto di restare fedeli alla nostra storia. Siamo artigiani della terra e per questo Sphera è il frutto del lavoro nelle nostre vigne, 4 ettari vitati esclusivamente a uva Greco di Tufo”.
Per una giovane donna che insegue la perfezione l’unica strada percorribile è quella della qualità, poche bottiglie per un risultato che Lidia definisce fieramente naturale e dal fascino ancestrale.
Sphera nel calice rivela un colore intenso, giallo paglierino con riflessi dorati. All’olfatto si percepiscono sfumature fruttate di pesca, albicocca e agrumi maturi, con una nota di mandorla tostata sul finale. Al palato è rotondo, sapido, intenso. Un vino che lascia intuire una buona capacità di invecchiamento.

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Circa seimila bottiglie per un prodotto che evoca il territorio nella sua evidente piacevolezza gustativa. Un risultato che ha determinato in Lidia la voglia di una nuova sfida. Lo spumante metodo classico Audere.
“Da un nome greco ho deciso di passare ad un nome latino - chiosa Lidia - Con lo spumante abbiamo voluto osare e per questo mi sono ispirata alla locuzione in lingua latina coniata dallo scrittore Gabriele D'Annunzio: Memento audere semper. Lo spumante per noi è una scommessa, essendo artigianale non sappiamo bene quale sarà la sua evoluzione. Sappiamo che sposa la nostra filosofia e provandolo abbiamo avuto modo di appurare che sarà un vino ideale per ogni fase del pasto. Nel mese di marzo abbiamo eseguito la sboccatura, adesso le bottiglie sono a riposo, poi toccherà all'etichettatura e penso che per fine giugno saremo pronti a presentarlo sul mercato”.

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