Sapore d'Irpinia

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Dietro la birra un mondo sorprendente, "Serrocroce Experience" la rinascita del turismo post-Covid

A Monteverde tra filari di Luppolo e campi di grano nasce Luppolata la nuova birra di Vito Pagnotta, riflesso di un progetto ambizioso e ecocompatibile

La posizione geografica, il naturale isolamento, la scarsa densità demografica e le meravigliose bellezze paesaggistiche e agroalimentari. Monteverde un'oasi incontaminata improvvisamente potrebbe diventare un modello di resilienza e accoglienza. Nel bel mezzo di una pandemia qui resiste una parvenza di normalità tra la natura florida e il silenzio interrotto dal canto di uccelli, il suono degli animali e l'ebbrezza del vento.

Sospeso in questa magica atmosfera il birrificio Serrocroce si prepara a creare un progetto turistico a prova di Covid-19. Vito Pagnotta il birraio contadino ha deciso di scommetterci: il futuro appartiene alle aree interne, basta crederci ed investire in esse sacrificando le comodità della vita cittadina.

"Ammetto che il Covid-19 ha messo a dura prova la vita economica del mio birrificio, eravamo in piena espansione e da due mesi siamo quasi fermi con le vendite - esordisce Vito - Tuttavia se da un lato devo constatare il danno, dall'altro devo appurare la completa autosufficienza della mia azienda che ormai si preparare a entrare in una fase nuova della sua esistenza". 

Vito Pagnotta nasce figlio di agricoltori, i suoi genitori avevano un'azienda cerealicola dal 1969. Una passione quella per i cereali che l'imprenditore ha convertito in birra. Il suo desiderio era produrre la prima birra artigianale da filiera agricola campana che desse un valore aggiunto alle materie prime coltivate in famiglia. Un sogno raggiunto in breve tempo e che ne ha alimentati altri dal forte status economico e culturale. Serrocroce produce sei birre, ognuna sa di terra, di campi e di tradizioni. Sono birre a filiera corta, ognuna per l'80% prodotta con materie prime irpine. L'ultima sfiora addirittura il 100%.

"Si chiama Luppolata l'ultima creatura Serrocroce - chiosa Pagnotta - Una birra d'annata, frutto di tre anni di lavoro, prodotta con luppoli e fiori di luppolo selezionati e raccolti a mano nel nostro luppoleto aziendale. Ne sono particolarmente orgoglioso perché apre una nuova fase nella storia aziendale". 

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Dall'acqua, ai cereali fino al luppolo, questa birra è quasi interamente prodotta con ingredienti made in Monteverde. Una bella soddisfazione per il pioniere del cm0 applicato al comparto brassicolo. Ma la vera rivoluzione non sta tanto nella birra, quanto nell'evoluzione che il progetto prenderà quest'estate con l'inizio di "Serrocroce Experience". 

"Monteverde è un'isola felice, il Covid da noi è come se non ci fosse, credo che all'indomani del lockdown gli italiani saluteranno finalmente il turismo di massa e si apriranno a forme di turismo più sostenibili. Serrocroce experience parte da questa considerazione. L'obiettivo è dar vita ad una serie di eventi dove le persone hanno la possibilità di vivere la natura del luogo, imparare a realizzare una birra artigianale e condividere un'esperienza conviviale".

Una giornata di emozioni in un luogo singolare, perché il birrificio di Vito è circondato da luppoleti, campi di grano e tra qualche mese anche una fattoria didattica. La birra diventerebbe la superstar di una giornata frizzante che si conclude a cena tra luci soffuse, buon cibo e il verde rigoglioso delle piante. 

"Chiaramente aspetto di conoscere tutte le direttive nazionali per quel che riguarda i protocolli di sicurezza - dice - ma credo che sarebbe fantastico accogliere nella mia azienda persone che vogliono toccare con mano l'intero processo produttivo della birra producendo un nettare con le loro stesse mani". 

Il Coronavirus cambierà il profilo del turismo. Crescerà il desiderio di nuove esperienze e servizi che possano arricchire la visita di luoghi insoliti e affascinanti. Affianco all'attività commerciale Pagnotta vuole esaltare l'aspetto culturale della sua birra strettamente correlata alla terra d'origine. 

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"Gli ospiti proprio come accade per una vendemmia raccoglieranno il luppolo dal nostro luppoleto. Dai campi ci sposteremo in azienda per la cotta e ciascuno lascerà la sua firma sulla birra prodotta. Due mesi dopo quando la birra sarà pronta quelle stesse persone potranno tornare a gustare i frutti del proprio lavoro in una meravigliosa cena nel luppoleto. Il solo pensiero già mi emoziona, credo che il Covid sia stato per tutti un fulmine a ciel sereno, ma non è detto che la nostra vita possa conoscere nuove positive forme di sviluppo in ogni ambito sociale ed economico". 

Nella speranza che la curva del contagio continui a diminuire gli amanti delle contaminazioni gastronomiche, culturali, naturali e paesaggistiche possono segnare Monteverde e il Birrificio Serrocroce tra le prossime mete da visitare.

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