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La storia dei Bignè di Nonno Angelo, 40 anni di puro piacere

Formato mignon per una pasta choux dorata, soffice e leggermente caramellata ripiena di delicata crema chantilly: un classico della Pasticceria Vignola che ha conquistato tutti

Quello di Vignola a Solofra è un bignè che non teme confronti. Un’icona assoluta della pasticceria irpina che ha ormai superato i 40 anni.
Un bon bon delizioso pensato da Angelo Vignola alla fine degli anni 70 ispirato da un grande classico come la pasta choux.  Gli ingredienti di questo dolce si sanno, ma le dosi e i particolari di una crema che è un'esplosione di gusto sono un piccolo mistero che Nonno Angelo custodisce gelosamente. Perché in ogni dettaglio che si cela in un dolce d'alta scuola c'è scritto il nome di una famiglia che continua a regalare pagine rosa alla cronaca dell'arte gastronomica.
“Solo mio figlio Raffaele conosce i segreti di una ricetta che tutti hanno provato a copiarmi, ma con scarsi risultati – racconta Angelo Vignola – D'altronde mio figlio era un bambino e già mi aiutava ad aprire le uova per trovare le dosi perfette di quello che oggi è conosciuto come il bignè di Nonno Angelo”.

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Anni di sacrifici e di tentativi andati a vuoto prima di raggiungere il fatidico traguardo: una monoporzione rigonfia e areosa ripiena di soffice crema chantilly. Un richiamo delle sirene per un unico boccone. Il morso quasi sprofonda nella pasta morbida e fluttuante, leggermente caramellata con una farcitura che è estasi di piacere.
“È un dolce che ha saputo conquistare tutti – aggiunge Angelo – quanti stilisti, modelle, attrici sono passati di qui per assaggiare i miei bignè. La ricetta me l'hanno chiesta in tanti, ma non è riproducibile. Posso garantire che dentro c'è qualità e ricerca. Io sono uno tosto, dal panettone al bignè non mi sono mai arreso: sempre ad inseguire la perfezione. Negli anni ’70 mi ridevano dietro. Mi dicevano? Ma perché ti uccidi a preparare panettoni se al supermercato vendono quelli delle Tre Marie? Non vi preoccupate rispondevo io, lasciatemi morire come piace a me!”.

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Morale della favola? Precisione, cura, equilibrio e armonia hanno reso la pasticceria di Solofra rinomata in tutta Italia. Merito di una filosofia che si rinnova di padre in figlio. Con la stessa umiltà e carica di determinazione Raffaele Vignola ha raccolto il testimone da Angelo portando avanti la tradizione di questi soffici e graziosi bignè ideali per soddisfare i nostri piccoli e improvvisi peccati di gola.

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