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Venerdì, 30 Settembre 2022
Sapore d'Irpinia

Opinioni

Sapore d'Irpinia

A cura di Rosa Iandiorio

L’Irpinia è una terra di sapori autentici, custode antica di vini pregiati e specialità gastronomiche ricche di gusto. Un luogo incantevole dove sedersi in silenzio per ammirare la sua anima più vera. L'anima di una terra dove per secoli la natura ha scandito i ritmi del tempo, lasciandoci in eredità un patrimonio agroalimentare immenso. È tempo di partire buongustai per riscoprire insieme questo ‘Sapore d'Irpinia’

Sapore d'Irpinia

Autoctono è bello: Slow Wine premia Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi

Secondo la Guida Fiano di Avellino e Greco di Tufo sono le vere e proprie punte di diamante dell’enologia regionale. Il Taurasi resta all’apice della piramide qualitativa

Sono stati resi noti i vini campani presenti nella "Guida Slow Wine 2023. Storie di vita, vigne, vini in Italia". 

La guida alle migliori cantine italiane, ogni anno, può contare su collaboratori presenti sui territori, i quali seleziona le migliori realtà che aderiscono ai principi Slow Food, assegnando una serie di riconoscimenti che connotano i migliori vini di ogni regione. 

Oltre al massimo riconoscimento che è la Chiocciola, vi sono altri due premi attribuiti alle cantine: la Bottiglia assegnata ai produttori che esprimono un’ottima qualità per tutte le bottiglie presentate in degustazione, e la Moneta assegnata a coloro che esprimono un buon rapporto qualità-prezzo in tutte le bottiglie prodotte.

Riconoscimenti speciali sono dedicati anche ai vini: ai migliori di ogni regione viene assegnato il titolo Top Wine, e tra questi si trovano i Vini Slow che, oltre ad avere una qualità eccellente, condensano valori legati a territorio, storia e ambiente, e i Vini Quotidiani, che garantiscono un’alta qualità entro i 12 euro.

Sulla Campania la Guida scrive:

“Autoctono è bello” è più di un semplice slogan se si pensa alla Campania del vino: l’immenso patrimonio viticolo della regione è letteralmente esploso negli ultimi anni, di pari passo con l’interesse per quei vitigni capaci di raccontare, più di altri, le specificità dei mille e più microterritori all’interno della Campania Felix.

A fianco alle produzioni di aglianico, piedirosso, fiano, greco e falanghina, si sono fatte largo uve minori, talvolta sconosciute ai più, che sono state riscoperte e salvaguardate, a cominciare da quelle che troviamo nel Casertano. Le terre del Volturno, la zona del Massico e infine quella dell’Asprinio pullulano di nuove e vecchie realtà vitivinicole impegnate nel recupero e nella valorizzazione di varietà allevate solo e soltanto in quei territori: c’è grande fermento, e più volte lo abbiamo detto in questi anni. Valeva perciò la pena provare a darne conto, pur non in modo esaustivo, nel box dedicato tra le pagine della regione.

Puntano sugli autoctoni rari anche i distretti della Costa d’Amalfi e del Vesuvio, dove sono sempre più numerose le interpretazioni di rilievo di vitigni caratteristici: tintore e moscio, ginestra, pepella e ripoli in Costiera, cascaveglia, fosso, canciello e uva del conte dalle parti del Vesuvio, solo per citarne alcuni.

È di tutta evidenza la vocazione bianchista della regione, con Fiano di Avellino e Greco di Tufo vere e proprie punte di diamante dell’enologia regionale: vini di straordinaria complessità, che si esprimeranno al meglio dopo almeno un paio d’anni dalla vendemmia. In grande spolvero anche i bianchi da uve falanghina, varietà trasversalmente presente in tutta la regione. Soffermandoci sui due areali di maggiore vocazione, se la 2021 ha restituito nel Sannio vini con importanti strutture e tenore alcolico, purtroppo qualche volta – ma ci auguriamo sempre meno – appesantiti da residui zuccherini quantomeno anacronistici, la Falanghina dei Campi Flegrei si è contraddistinta per slancio e mineralità.

È di tutta evidenza la vocazione bianchista della regione, con Fiano di Avellino e Greco di Tufo vere e proprie punte di diamante dell’enologia regionale: vini di straordinaria complessità, che si esprimeranno al meglio dopo almeno un paio d’anni dalla vendemmia. In grande spolvero anche i bianchi da uve falanghina, varietà trasversalmente presente in tutta la regione. Soffermandoci sui due areali di maggiore vocazione, se la 2021 ha restituito nel Sannio vini con importanti strutture e tenore alcolico, purtroppo qualche volta – ma ci auguriamo sempre meno – appesantiti da residui zuccherini quantomeno anacronistici, la Falanghina dei Campi Flegrei si è contraddistinta per slancio e mineralità.

Non è un paese per rossi? Se il Taurasi resta all’apice della piramide qualitativa, specie quando prodotto secondo determinate idee, grossi passi avanti ci pare di poter cogliere nella nutrita pattuglia di Irpinia Aglianico e Irpinia Campi Taurasini. Sempre sul fronte Aglianico, ci fa piacere dare conto di buone performance sia nell’ambito della Docg Aglianico del Taburno, dove si intravvedono finalmente i frutti di una più oculata gestione del legno e dei tannini, sia nelle denominazioni salernitane, Cilento in primis, dove l’annata 2020 si ricorderà per rossi di ottima fattura, di grande materia e nel contempo provvisti di interessante intreccio acido-sapido.

Anche il Piedirosso continua il proprio exploit, sia nelle versioni più semplici, sia in quelle più complesse, che beneficiano di un misurato uso del legno. Così pure i vini rosa, in grande crescita, sempre più centrati: da uve aglianico, ma anche piedirosso e primitivo, ce n’è davvero per tutti i gusti. Insomma, a bere vino in Campania ci si può divertire in tanti modi diversi.

I RICONOSCIMENTI IN CAMPANIA 

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I TOP WINES IRPINI

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Degustazione Slowfood Milano

Potrete incontrare le cantine premiate e assaggiare i TOP WINES della Campania durante la grande degustazione che si terrà a Milano sabato 8 ottobre 2022!

A partire dalle 14.00 – e fino alle 20.00 – negli ampi spazi di Superstudio Più, in Via Tortona 27, si apriranno i banchetti di assaggio con la presenza diretta dei produttori, a cui si aggiungerà una mega enoteca suddivisa per regioni gestita dai sommelier della Fisar: in definitiva ci saranno più di 1.500 vini da assaggiare, per la gioia di ogni palato.

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