rotate-mobile
Martedì, 21 Maggio 2024
Sapore d'Irpinia

Sapore d'Irpinia

A cura di Rosa Iandiorio

L’Irpinia è una terra di sapori autentici, custode antica di vini pregiati e specialità gastronomiche ricche di gusto. Un luogo incantevole dove sedersi in silenzio per ammirare la sua anima più vera. L'anima di una terra dove per secoli la natura ha scandito i ritmi del tempo, lasciandoci in eredità un patrimonio agroalimentare immenso. È tempo di partire buongustai per riscoprire insieme questo ‘Sapore d'Irpinia’

Sapore d'Irpinia

Riti e tradizioni antiche: l'acqua di San Giovanni

L’acqua di San Giovanni porta fortuna, amore e salute e sarebbe in grado di offrire protezione ai raccolti, tenendo lontane le calamità naturali

La notte tra il 23 e il 24 giugno è considerata da secoli una notte magica, durante la quale si celebrano riti propiziatori e purificatori. È il giorno di San Giovanni, data che segna l’inizio della bella stagione legata in modo irreversibile a usi e costumi della civiltà contadina.

Anticamente per scongiurare le avversità che potevano minare il raccolto si preparavano falò propiziatori, ma soprattutto si raccoglievano erbe, fiori e foglie per preparare l’acqua di San Giovanni. Una sorta di pozione che porterebbe fortuna e prosperità e sarebbe in grado di proteggere i raccolti, allontanando le calamità naturali.

Tutt'oggi nelle campagne dell'Irpinia rivive questa bella tradizione. Gli amici si ritrovano intorno al fuoco e si godono la serata in compagnia di amici e parenti tra un calice di vino e un panino con salsiccia. Allo stesso tempo c'è chi ama viversi la notte, restando sveglio fino all'alba per beneficiare del silenzio della natura, sentendosi parte di essa e rievocando antiche usanze. Accade così che al tramonto inizia la raccolta per realizzare la famosa acqua di San Giovanni.

A seconda della biodiversità locale si raccolgono, ad esempio, i fiori di iperico, lavanda, artemisia, malva e foglie di menta, rosmarino e salvia. Si possono inoltre trovare e raccogliere anche i fiordalisi, i papaveri, le rose o la camomilla, in base alle fioriture presenti nel proprio territorio. Dopo il tramonto, le erbe raccolte vanno messe in acqua e si lasciano all’esterno per tutta la notte, così che possano assorbire la rugiada del mattino. Le erbe raccoglieranno la rugiada e da essa acquisiranno proprietà magiche. La mattina del 24 giugno, l’acqua di San Giovanni si utilizza per lavare mani e viso, in una sorta di rituale propiziatorio e di purificazione che porterà amore, fortuna e salute. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Riti e tradizioni antiche: l'acqua di San Giovanni

AvellinoToday è in caricamento