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"Salute mentale a teatro", la funzione terapeutica della recitazione

Il Dipartimento di Salute Mentale dell'ASL di Avellino, in collaborazione con l'associazione teatrale Puck TeaTré, ha realizzato un progetto che mira a coinvolgere gli utenti presi in carico in un percorso di psicoterapia di gruppo integrata a tecniche di laboratorio teatrale

L'arte, in tutte le sue forme espressive, può rappresentare un mezzo utile per alleviare la sofferenza psichica, superarla e ritrovare il benessere mentale. L’attività teatrale, ad esempio, è utilizzata dagli esperti come tecnica per agevolare la guarigione riconoscendo alla recitazione una funzione terapeutica intrinseca: migliora il benessere psichico, sviluppa capacità creative ed espressive, potenzia la comunicazione e la consapevolezza del proprio corpo, permette di acquisire l’autonomia nella sfera della gestione personale, favorisce i rapporti interpersonali e il superamento delle difficoltà di inserimento nel contesto sociale.

Per i motivi sopra citati, il Dipartimento di Salute Mentale dell'ASL di Avellino, in collaborazione con l'Associazione teatrale Puck TeaTré, ha avviato il progetto pilota "Salute mentale a teatro" che coinvolge gli utenti presi in carico in un percorso di psicoterapia di gruppo integrata a tecniche di laboratorio teatrale, al di fuori del setting ambulatoriale. La prima edizione dell'iniziativa si è svolta da dicembre 2022 a marzo 2023, presso il Cinema Teatro Partenio di Avellino, ed ha riguardato un gruppo di pazienti-attori tra i 24 ed i 70 anni di età i quali hanno svolto sedute di psicoterapia seguite da attività teatrali. I partecipanti hanno, inoltre, prodotto un cortodocumentario nel quale viene raccontato il percorso svolto. 

Dottor Bianco: "Il teatro permette la liberazione di tensioni interne e dà voce alle persone svantaggiate"

"Salute mentale a teatro è un progetto di riabilitazione che si inserisce in quella che è un tradizione millenaria - spiega il dottor Pietro Bianco, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'ASL di Avellino - perché che il teatro sia un momento catartico è risaputo, a cominciare dalla civiltà greca e dalle teorizzazioni fatte dallo psichiatra Moreno, che parlò di 'psicodramma', un'azione scenica attraverso cui vengono espressi contenuti e vissuti soggettivi. Il teatro permette la liberazione di tensioni interne e dà voce alle persone svantaggiate che così riescono ad esprimersi e ad assumere altri ruoli al di fuori di quello del paziente malato. Il teatro ci dà la possibilità di far compiere un percorso di consapevolezza e di attivare il potenziale residuo che esiste in tutte le persone svantaggiate" conclude.

Martha Festa: "Il teatro è un gioco sociale necessario a combattere l'isolamento"

"Fare teatro vuol dire mettersi in gioco e conoscersi prestando le proprie emozioni ad un personaggio - afferma Martha Festa, membro dell'associazione teatrale Puck TeaTré - per noi è stato molto interessante tenere questi corsi di teatro perché sapevamo di fare qualcosa che avrebbe lasciato il segno. E' stato un percorso che è iniziato con una profonda timidezza e si è concluso con un clima di familiarità. I partecipanti si sono affidati e lasciati andare. Il teatro è un gioco sociale necessario che combatte l'isolamento e permette di incontrare la propria umanità. Durante gli incontri, abbiamo scelto di lavorare sulle emozioni come la rabbia, la gioia, la paura, la tristezza attraverso l'instaurazione di un rapporto amichevole" conclude.

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