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"Dove i centimetri angosciano": scuola, esperti e Leo Club Irpinia uniti per sensibilizzare sui disturbi dell'alimentazione

La psicologa Antonella Bonavita: "I DCA hanno una mortalità altissima, sono la seconda causa di morte tra gli adolescenti dopo gli incidenti stradali. Per la guarigione è necessario un approccio multidisciplinare integrato"

Non solo in occasione della Giornata nazionale del "Fiocchetto Lilla", che si celebra il 15 marzo. Informare e sensibilizzare gli adolescenti, le loro famiglie e l'intera società sui disturbi del comportamento alimentare (DCA) deve essere un'attività di prevenzione costante al fine di favorire la diminuzione di queste malattie che colpiscono oltre 3 milioni di persone in Italia, pari a circa il 5% della popolazione. L’incidenza è aumentata del 30% per effetto della pandemia con un picco rilevato soprattutto tra i giovanissimi, colpiti fino a quattro volte di più rispetto al periodo pre-Covid a causa dell’isolamento, della permanenza forzata a casa, della chiusura delle scuole e quindi della diminuzione delle occasioni di socializzazione ed integrazione sociale.

Allo scopo di sensibilizzare i più giovani, questa mattina nella Sala Blu dell'ex Carcere Borbonico si è tenuto il convegno "Dove i centimetri angosciano", a cui hanno partecipato le classi terze dell’Istituto comprensivo “Luigi Perna-Dante Alighieri” guidato dalla prof.ssa Amalia Carbone. Un incontro patrocinato dalla Provincia di Avellino e voluto dal Leo Club Irpinia, presieduto da Aurelio Marotta, che si inserisce nell'ambito delle iniziative a sostegno del TeSN – Tema di Sensibilizzazione Nazionale “Leo vs D.C.A.”. 

Cosa sono i disturbi del comportamento alimentare?

I DCA sono patologie che si manifestano attraverso comportamenti alimentari disfunzionali e preoccupazioni eccessive per il peso e la forma corporea. Malattie complesse che coinvolgono fattori biologici e psicologici per le quali, quindi, è necessaria la sinergia di diversi professionisti affinché i pazienti possano guarire, a partire da medici nutrizionisti e psicologi. I disturbi del comportamento alimentare si presentano in diverse forme. I più conosciuti sono:

  • Anoressia nervosa: si caratterizza per una graduale e sempre più importante riduzione dell’introito calorico, spesso accompagnato da un esercizio fisico eccessivo e compulsivo per la forte paura di guadagnare peso e perché si ha una percezione distorta della propria forma corporea. Questa patologia colpisce principalmente le donne ed esordisce in genere in adolescenza,
  • Bulimia nervosa: si manifesta attraverso episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori come il vomito autoindotto o l’uso di lassativi o diuretici per evitare di prendere peso. Nella bulimia nervosa possiamo trovare pazienti in sottopeso, normopeso o anche in sovrappeso
  • Il disturbo da alimentazione incontrollata o binge eating disorder (BED): è caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate senza comportamenti compensatori, associati alla sensazione di perdere il controllo. Dopo le abbuffate il soggetto avverte da una parte dolore fisico per l'eccessiva ingestione di cibo; dall’altra vive stati emotivi negativi come vergogna, frustrazione e tristezza.

"I DCA hanno una mortalità altissima, sono la seconda causa di morte tra gli adolescenti dopo gli incidenti stradali. Parliamo di dieci decessi al giorno. L'approccio alle persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare - ha spiegato la dott.ssa Antonella Bonavita (psicologa, psicoterapeuta, esperta nella prevenzione, diagnosi e trattamento dei disturbi dell’alimentazione) - deve essere multidisciplinare integrato ovvero ogni professionista si prende cura di una parte del paziente la quale sta funzionando in maniera patologica. Lo psicologo, trattando i disturbi mentali, ha il compito di prendere in carico la persona nel suo mondo interiore e relazionale perché si tratta di disturbi che hanno a che vedere moltissimo con la difficoltà nella strutturazione dell'identità. Lo psicologo accompagna in questo processo che tante volte risulta estremamente complesso sia per il momento storico che stiamo vivendo sia perché, in generale, la vita di un adolescente è diventata più complicata in quanto sono tante le richieste che arrivano: spesso risulta difficile trovare la propria strada e una risposta al desiderio di realizzazione del sé".

"La guarigione è condizionata da tanti fattori - ha continuato la psicologa - il principale è la presa in carico precoce. Quanto prima si riesce ad arrivare all'osservazione clinica e affidarsi ai clinici tanto più ci saranno probabilità di uscire dalla malattia con cicatrici minori. I social bombardano continuamente con immagini di corpi perfetti, con diete squilibrate che vengono proposte da chi non ha nessuna competenza per poter dare consigli alimentari. L'influenza dei social è notevole però non c'è un meccanismo di causa- effetto perché il modello che si utilizza per spiegare la genesi del DCA è multifattoriale ovvero ci sono tanti fattori che si combinano tra di loro e che danno la predisposizione al disturbo. Affinché questo si manifesti è necessario un fattore scatenante come un trauma o una difficoltà psicologica". I fattori che contribuiscono allo sviluppo dei DCA sono complessi e includono:

  • Fattori biologici: predisposizioni genetiche a determinate patologie o avere patologie che condizionano il rapporto con il cibo come il diabete
  • Fattori psicologici come fragilità emotive, bassa autostima, ansia, depressione e insicurezza, insoddisfazione per il proprio corpo, scarsa competenza emotiva
  • Fattori socioculturali che includono la pressione sociale per raggiungere un ideale di bellezza che cambia di epoca in epoca

Il ruolo della scuola nella prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare

"I disturbi alimentari sono una tematica di grande attualità e la scuola non può esimersi dall'avvicinare i ragazzi a questa problematica - ha affermato Amalia Carbone, dirigente scolastica dell'I.C. "Luigi Perna-Dante Alighieri" - anche perché sono continuamente esposti a modelli culturali spesso negativi, acquisiti dai social. Sono felice di poter creare l'incontro con gli esperti i quali hanno il compito di illustrare ai ragazzi i semi che possono insinuarsi in essi generando gravi danni".

"Nella mia scuola - ha continuato - è attivo, per il secondo anno consecutivo, un laboratorio alimentare nel quale gli studenti simulano ciò che accade ad una visita presso un nutrizionista. I ragazzi ricoprono tutti i ruoli, da quello dell'accoglienza a quello del medico che interagisce con il paziente. Un'attività che ha dato già grandi risultati".

In merito al ruolo degli insegnanti nell'individuazione precoce di un disturbo alimentare negli studenti, la dirigente ha affermato: "Spesso, i docenti riescono a captare l'esistenza di una problematica prima della famiglia perché hanno modo di osservare gli alunni tutti i giorni. Li guardano con un occhio speciale e attento tenendo in considerazione tutte le possibili sfumature della loro crescita. Tuttavia, un salto evolutivo necessario sarebbe l'introduzione di uno sportello di supporto psicologico ma il Ministero non lo ha ancora posto in essere. Se ne avverte l'esigenza perché i tempi odierni impongono una figura esperta ed esterna alla scuola". 

L'importanza dell'educazione alimentare

"Il discorso riguardante i DCA in età adolescenziale è marcatamente spiccato, soprattutto dopo la fase del lockdown - ha spiegato la dott.ssa Francesca Finelli, biologa nutrizionista specializzata in scienze dell’alimentazione ed esperta in disturbi dell’alimentazione - il ruolo del nutrizionista nel percorso di guarigione si struttura sempre in un approccio multidisciplinare. Il nutrizionista crea un legame di cura dell'alimentazione da tanti punti di vista. La famiglia e la scuola giocano un ruolo fondamentale nel captare segnali e campanelli d'allarme che possono sfociare nella conclamazione della patologia ma è necessario anche sensibilizzare ancora di più l'opinione pubblica su queste tematiche ormai così diffuse".

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