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Cambiano le regioni in zona gialla: ecco le regole su bar, ristoranti e spostamenti

Da oggi saranno 16 le regioni italiane in cui sarà vigente la "zona gialla"

L'Italia da oggi - lunedì 1 febbraio - è quasi tutta in zona gialla, con l'eccezione di Sicilia, provincia autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna e Umbria. Ci sono regole meno restrittive in sedici regioni e diminuiscono i divieti. Tra le aree del Paese che passano alla fascia con il più basso rischio coronavirus ci sono Lombardia, Veneto e Lazio, mentre sono solo cinque le regioni che si trovano ancora in zona arancione (Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la provincia autonoma di Bolzano) secondo l'ultimo monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità e le ordinanze firmate dal ministro della Salute, Roberto Speranza. La zona gialla, come noto, prevede misure e restrizioni più leggere.

La zona gialla dall'1 febbraio 2021 e le regole per gli spostamenti e i ristoranti

Cosa si può fare e cosa no in zona gialla? Ecco le disposizioni del governo sugli spostamenti, le visite ai parenti, i bar e i ristoranti. Il coprifuoco è fissato dalle 22 fino alle 5. Dopo quell’ora ci si può muovere solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute. Per spostarsi in quegli orari bisognerà fare un'autocertificazione: qui potete scaricare il modulo da compilare. Resta l’obbligo di mascherina anche all’aperto, ad eccezione dei bambini sotto ai sei anni, di chi svolge attività sportiva e di chi ha patologie. Fino al 15 febbraio è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, tranne quelli per esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute. Una sola volta al giorno è permesso spostarsi verso un'altra abitazione privata abitata della stessa regione o provincia autonoma, tra le 5 e le 22, per un massimo di due persone, oltre a quelle che già vivono nella casa di destinazione. Chi si sposta può portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Per bar e ristoranti nelle regioni in zona gialla restano le regole di apertura dalle 5 alle 18, consegna a domicilio consentita, asporto possibile con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. I musei possono rimanere aperti dal lunedì al venerdì tranne nei giorni festivi. Le scuole superiori adottano la didattica in presenza almeno al 50% ed entro il limite del 75%. Per medie ed elementari resta la didattica in presenza, ma con l’obbligo di mascherina per i bambini con più di sei anni. Le università organizzano la didattica con le autorità regionali.

Sono aperti solo nei giorni feriali i centri commerciali: di sabato e nei festivi farmacie, tabaccherie, edicole e alimentari situati al loro interno resteranno comunque aperti. Rimangono chiusi i cinema, i teatri, le sale scommesse, le sale da gioco, le discoteche, le sale da ballo, le sale da concerto, le palestre, le piscine, i parchi tematici, le terme, i centri benessere. I negozi sono aperti ma i centri commerciali sono chiusi nel weekend. Chiusi anche gli impianti sciistici fino al 15 febbraio, previa autorizzazione delle autorità regionali, in base alla situazione sanitaria. È consentito recarsi in centri e circoli sportivi per svolgere esclusivamente all'aperto l'attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento.

Le regole nelle regioni in zona arancione

Umbria, Puglia, Sardegna, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano, le uniche zone arancioni, devono rispettare alcune limitazioni maggiori. Le regole prevedono che bar e ristoranti restino chiusi: per i bar è consentito l'asporto fino alle 18 nei locali provvisti di cucina; per i ristoranti è permesso l'asporto e la consegna a casa. In zona arancione, inoltre, gli spostamenti possono avvenire solo all'interno del proprio comune; si può uscire solo per motivi di salute, lavoro, necessità e urgenza. È infine consentito recarsi in due (oltre ai figli sotto i 14 anni) da parenti o amici dalle 5 alle 22. A chi vive in un comune che ha fino a cinquemila abitanti è comunque consentito spostarsi, sempre tra le 5 e le 22, entro i trenta chilometri dal confine, con il divieto però di andare nei capoluoghi di provincia.

Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, ha voluto precisare che il ritorno in area gialla "non significa normalità": "È necessario invece evitare assembramenti poiché c'è il rischio assolutamente reale che la curva schizzi rapidamente verso numeri difficilmente gestibili". Miozzo ha sottolineato che è fondamentale ricordare cosa è successo la scorsa estate quando "molti si sono proiettati al ritorno alla normalità senza comprendere che il virus era, come oggi, attorno a noi". A settembre scorso, "abbiamo visto la curva schizzare rapidamente verso numeri difficilmente gestibilie oggi quel rischio è ancora assolutamente reale", senza dimenticare "l'incognita varianti, di cui si sa ancora poco circa la presenza sul nostro territorio ma abbastanza sulla loro velocità di diffusione".

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