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Vertenza Irpinia, i sindacati a confronto sul futuro post Covid: "Questa è una terra figlia di genitori cattivi"

"Occorre una visione d'insieme da presentare alla Provincia ma ognuno ha fatto ciò che voleva. La Regione deve fare la sua parte ma il governatore De Luca ha imposto alla Morgante di non avere contatti con la stampa e con le organizzazioni sindacali"

Questa mattina, giovedì 29 luglio, presso il Circolo della stampa di Avellino i sindacati Cgil, Cisl e Uil irpine si sono riuniti per confrontarsi sulla Vertenza Irpinia post-emergenza.  Al tavolo erano presenti i segretari generali Franco Fiordellisi (Cgil), Fernando Vecchione (Cisl) e Luigi Simeone (Uil).

"C'è necessità di servizi - dichiara Franco Fiordellisi (Cgil) - dobbiamo mappare le criticità del territorio. Occorrono risposte in merito a un sistema complessivo che fa rabbrividire. Dobbiamo pensare ai pensionati. In questi 16 mesi di pandemia hanno rappresentato la carne da macello. Noi temiamo che ci sarà abbandono. Asl e Moscati non si parlano tra di loro. Noi parliamo di cura ma questa è solo la parte finale. Non sappiamo che progetto c'è per le aree interne. Trasporti, Scuola e Sanità sono e rimangono problemi irrisolti. Noi abbiamo chiesto più volte e abbiamo definito l'emergenza Irpinia post pandemia la figlia di tanti genitori cattivi". 

Vertenza Irpinia, i sindacati a confronto sul futuro post Covid

"De Luca ha imposto alla Morgante di non avere contatti con la stampa e con le organizzazioni sindacali"

"Le iniziative partite su nostra sollecitazione rischiano di rimanere ferme al palo - aggiunge Luigi Simeone della Uil - perchè, in Italia, dobbiamo modificare il sistema economico. Se comuni e Regione non riusciranno a portare i progetti a termine, saranno commissariati e i fondi andranno persi. I comuni non hanno fatto assolutamente nulla. Occorre sistemare il sistema sanitario, il sistema scolastico, il sistema dei trasporti. Ci saranno fondi sui collegamenti? Siamo diventati, ancora una volta, la succursale di Napoli". 

"La classe politica regionale deve fare la sua parte - conclude Fernando Vecchione della Cisl - i consiglieri regionali non si fanno sentire. Pare, inoltre, che il governatore De Luca abbia imposto alla Morgante di non avere contatti con la stampa e con le organizzazioni sindacali. Noi non possiamo sottostare a ciò che impone la Regione". 

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