Mercoledì, 28 Luglio 2021
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"La variante delta sarà dominante in Italia entro 10 giorni"

Il timore del sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri: "Troppi assembramenti senza mascherine, i festeggiamenti hanno accelerato la diffusione del virus"

La variante delta del Covid 19 spaventa l'Europa e adesso anche l'Italia. Il ceppo che ha portato un nuovo picco di contagi nel Regno Unito, costringendo a nuove misure restrittive e chiusure anche Spagna e Olanda, potrebbe diventare dominante anche nel nostro Paese. ''Troppi assembramenti senza mascherina nelle piazze italiane, entro dieci giorni questa mutazione del virus diventerà prevalente, superando quella inglese'': questa la previsione di Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute.

"Nonostante ciò – ha spiegato Sileri a La Stampa - non c'è bisogno di ripristinare l'obbligo di mascherina all'aperto, ma vanno rafforzati i controlli in caso di assembramenti'. Gli assembramenti per gli Europei hanno accelerato la diffusione della variante in Italia", sottolinea, ma "niente obbligo di mascherine all'aperto''.

"Serve una costante opera di vigilanza, vanno potenziati i controlli nei luoghi della movida, perché dove non si mantengono le distanze si deve indossare la mascherina, questa è la regola, altrimenti devono scattare le sanzioni''. 

Variante delta dominante: zona bianca a rischio?

Tuttavia, secondo Sileri, non sarà necessario introdurre nuove restrizioni: ''Per ora non credo. Sappiamo che l'evoluzione sarà simile a quella che abbiamo visto in Gran Bretagna: entro fine mese i contagi saranno 3 o 4 volte quelli attuali e durante l'estate continueranno a crescere. Ma, dall'altra parte, aumenteranno progressivamente i cittadini vaccinati con doppia dose, a settembre saremo intorno al 70-75% di immunizzati''.

Sulla possibilità di un addio alla zona bianca in Italia, Sileri si è detto fiducioso: ''Non vedo un rischio immediato, ma non si può escludere che ci sia qualche passo indietro, con cambi di colore di alcune Regioni e istituzione di zone rosse a livello locale. Dovremo, però, fare riferimento al numero di ricoveri, più che a quello dei contagi. Questo perché l'età media dei nuovi positivi si abbassa e i giovani si ammalano di Covid in forma lieve. Ad oggi abbiamo il 2% dei posti occupati nei reparti di terapia intensiva, grazie alle vaccinazioni in autunno non succederà quello che è avvenuto un anno fa''.

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