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Vaccino Sputnik, il console russo in Campania:"De Luca fa bene a trovare nuove strade"

Le parole di Vincenzo Schiavo, console onorario della Federazione russa a Napoli

"Credo che sia corretto che il governatore di una Regione, vista la confusione che c'è in Europa e i ritardi che ci sono sui vaccini, si preoccupi di trovare nuove strade". Vincenzo Schiavo, console onorario della Federazione russa a Napoli, commenta così la chiusura del contratto per la fornitura alla Campania del vaccino russo Sputnik V.

"È chiaro che c'è bisogno di avere un'autorizzazione da parte dell'ente superiore per poter distribuire quel tipo di vaccino e fare in modo che le persone possano averlo, ma - spiega ancora Schiavo - nel frattempo ritengo che si sia fatto bene a percorrere delle strade per accaparrarsi le disponibilità, per tutelare i cittadini della Campania. Oggi più che mai bisogna ragionare per il bene comune, quindi portare in Italia e in Europa il vaccino russo credo che sia un'opportunità, una necessità. Se la scienza ritiene che il vaccino risponde ai parametri europei e mondiali, allora bisogna immediatamente fare in modo che ci siano sempre più aziende che lo producono e far sì che ci siano quante più nazioni che acquistano il prodotto".

Nazioni e anche Regioni. "Se esiste un ritardo nell'organizzazione europea e nelle organizzazioni nazionali, quindi non c'è la certezza che la mia nazione garantisca i 6 milioni di vaccini per i 6 milioni di abitanti che vivono nella mia regione, io ritengo di dovermi preoccupare per ottenere quanti più vaccini. Se invece esistesse un sistema nazionale che garantisse 60 milioni di dosi ripartite tra le Regioni e ricevute in 3, 15 o 20 giorni, penso che i governatori delle Regioni, che sia la Campania o qualunque altra, farebbero volentieri a meno di occuparsi di un'altra rogna. Il dramma è che ci sono delle incertezze: per questo chi fa politica, che ovviamente ha il dovere di tutelare il bene del territorio che governa, ha l'obbligo di dover trovare le strade più veloci e più immediate per poter cercare di risolvere almeno il suo problema".

Il contratto e la conseguente fornitura sono subordinati al sì di Ema e Aifa al vaccino russo; su questo fronte il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha chiesto tempi rapidi, mentre il presidente del Consiglio Mario Draghi ha parlato di "non meno di 3 o 4 mesi" per una pronuncia dell'Ema al riguardo: "Mi auguro - dice Schiavo - che gli enti che hanno il dovere e l'onore di poter garantire la serenità e la tranquillità di tutti i cittadini si prendano i loro tempi solo ed esclusivamente per una ricerca che sia scientifica. Sui vaccini e sulla salute delle persone possano ragionare solo la scienza e gli scienziati, mi auguro che non si ragioni in maniera politica e né in termini di antipatie e simpatie. Oggi parliamo della Federazione Russa, ma se un domani un qualsiasi altro Paese producesse un vaccino utile all'essere umano, gli stessi esseri umani dovrebbero lavorare affinché questo vaccino possa arrivare a tutti gli uomini di questa terra. Difendere la razza umana significa difendere noi stessi: un anno e mezzo fa pensavamo che la Cina fosse dall'altra parte del mondo e che un loro problema non dovesse interessarci, tre mesi dopo quanto avvenuto lì ci ha travolto completamente e ha travolto non solo l'Europa, ma il mondo intero. Dobbiamo oggi più che mai pensare che il bene comune è qualcosa che interessa noi stessi", conclude Schiavo.

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