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Transizione energetica, Solazzo (PRC): "L'Irpinia non può continuare a pagare il prezzo della devastazione ambientale"

La nota del responsabile provinciale ambiente di Rifondazione Comunista

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota di Michele Solazzo, responsabile provinciale ambiente di Rifondazione Comunista Irpina, in merito alle recenti dichiarazioni del Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani.

"Le parole del ministro Cingolani sulla transizione energetica, che, a suo dire, richiederà nei prossimi anni, nella sola Italia, l'installazione di 70 GW di impianti eolici e fotovoltaici, ci preoccupano non poco. Il ministro, sollecitato sull'impatto ambientale degli impianti eolici e su quelli fotovoltaici a terra, afferma che la decarbonizzazione non sarà un pasto gratuito e avrà un costo per il paesaggio. Riteniamo che se il modello di sviluppo delle energie rinnovabili sarà quello attuale, non andremo molto lontano. Le zone interne del Paese, come l'Irpinia, non possono continuare a pagare il prezzo della devastazione ambientale per l'assalto delle mutlinazionali dell'eolico selvaggio. E' assolutamente necessario pianificare minuziosamente, a livello centrale e territoriale, tutti gli interventi da attuare, il modello economico e le regole amministrative piuttosto che lasciare l'iniziativa agli appetiti degli speculatori e della criminalità organizzata, che in più occasioni ha dimostrato il suo interesse. La Regione Campania ha, ad esempio, ampiamente dimostrato nell'ultimo decennio tutta la sua incapacità di una pianificazione energetica, lasciando i territori in balia dei processi amministrativi e autorizzativi che passavano sulle loro teste. Noi pensiamo che si debba partire da un ruolo preponderante del pubblico nella produzione e gestione dell'energia, che deve essere intesa come "bene comune". La transizione ecologica non può semplicemente voler dire sostituzione delle fonti fossili con fonti rinnovabili, ma una rivoluzione che sia in grado di ridurre e ottimizzare la produzione e il consumo, incentivando l'autoproduzione, le smart grid, e tutte le tecnologie che rendano possibile una "democrazia energetica". Si metta la pianificazione energetica al centro della discussione politica e se ne faccia una questione nazionale per attuare una vera Transizione Energetica, che tuteli l'uomo, non il profitto".

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