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Toscana, Abruzzo, Campania in zona gialla? Occhi puntati sul 20 dicembre (ma c'è chi rischia)

Campania verso il cambio colore, ma solo per pocho giorni, nei giorni festivi e prefestivi scatterà la nuova stretta del governo

E'il 20 dicembre 2020 il giorno segnato in rosso sul calendario di Palazzo Chigi. Per più di una ragione. Da domenica 13 dicembre 2020 Lombardia, Piemonte, Calabria e Basilicata sono passate dalla zona arancione alla gialla. Toscana, Abruzzo, Campania e Valle d’Aosta puntano a diventarlo a breve. Non c'è stato alcun anticipo della cabina di regia, quindi sarà venerdì il giorno delle decisioni.

Migliorano i dati in Campania 

Durante la conferenza sull'aggiornamento circa l'andamento della pandemia di Coronavirus in Italia, Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute, ha parlato del netto miglioramento che si è osservato in Campania rispetto al mese scorso.

"Laddove avevamo incidenze molto elevate e sono state prese misure di zona rossa e poi arancione evidentemente hanno funzionato".

L'ultima decisione al Governatore Vincenzo De Luca 

Il presidente  Vincenzo De Luca è per la linea del rigore. Dunque anche se il 20 la Campania potrebbe cambiare colore e diventare gialla, il governatore potrebbe stringere i divieti con una nuova ordinanza che limiti gli spostamenti e tenga chiuse alcune attività commerciali. Inoltre anche se il 20 dovesse esserci il passaggio alla zona gialla, il 24 è già prevista la nuova stretta del Governo in vista delle feste. 

Zona gialla e spostamenti tra Regioni: occhi puntati sul 20 dicembre

 "Il 20 succederà che le persone si muoveranno. Io il 20 anche se potessi muovermi non mi muoverei, perché capisco quello che il legislatore vuole. E che dice: cerca di stare a casa da solo perché è un momento pericoloso" ha detto il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, ospite a Di Martedì, su La7 ieri sera. "Oggi - ha proseguito Sileri - i numeri sono buoni ma non così eccezionali, quindi è evidente che serve una stretta maggiore. Non metterei però una stretta per venti giorni.Questa è la mia idea, ma non è necessariamente l'idea di 25/30 persone che sono nel Comitato tecnico scientifico". Sileri ha affermato che chiuderebbe in "giorni specifici".  "Quello che mi preoccupa oggi sui tamponi è la percentuale di positivi che ci sono, che è ancora troppo alta: vuole dire che fuori stiamo ancora lasciando persone positive che non troviamo, la punta dell'iceberg. Sono persone - ha aggiunto - che sono asintomatiche o si sono contagiate e non hanno vicino nessun sintomatico per cui non sanno di essere contagiate".

Ma il 20 dicembre è il giorno più "caldo" anche per altri motivi. Dal 20 dicembre quasi tutte le regioni passeranno in zona gialla.

"Dal 20 dicembre tutte le Regioni gialle tranne l’Abruzzo"

"Quando il Cts chiede di inasprire per Natale le misure della zona gialla, dove dal 20 dicembre si troveranno tutte le Regioni tranne l’Abruzzo - scrive oggi Michele Bocci su Repubblica (un'indiscrezione, perché non c'è alcuna conferma ufficiale di questo, ndr)- pensa anche a quei dati, che dimostrano come per abbattere la curva dei contagi più rapidamente ci sia bisogno delle misure previste per le zone rosse". Dove non c'è stata zona rossa, il virus ha sì rallentato nelle ultime settimane, ma con molta lentezza. "Se si analizzano le Regioni che fin dall’inizio del sistema di classificazione per colori sono rimaste gialle, e cioè Veneto. Lazio, Molise, Sardegna e Provincia di Trento, si osserva che nelle ultime due settimane il numero totale dei casi è passato da 38.969 a 38.552. Cioè è praticamente rimasto stabile". Ciò può significare che le misure adottate in questi territori rallentano il contagio ma non abbattono la curva.

Perché gli spostamenti tra Regioni sono nel mirino

"L'ultimo week end è stato drammatico da molti punti di vista. Assembramenti nelle vie dello shopping, nei locali di ritrovo: sono tutte situazioni che in un modo o nell'altro purtroppo pagheremo" ha ammesso il coordinatore del Comitato Tecnco Scientifico, Agostino Miozzo a Cartabianca su Rai Tre. "Dobbiamo essere molto attenti agli spostamenti. Siamo in una fase estremamente delicata della pandemia. Abbiamo ancora numeri troppo importanti. Gli spostamenti sono una delle determinanti caratteristiche di questa diffusione dell'epidemia. Spostamenti che interessano tutto il Paese: mentre la prima ondata interessava soprattutto il nord Italia, oggi non è così. Sono persone che vanno a trovare dei familiari, congiunti che si riuniscono ma che di fatto sono degli estranei, provengono da luoghi diversi e potenzialmente sono pericolosi".

"Gran parte dell'Italia è gialla da molti giorni e sta lavorando - ragiona il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia - la decisione che si aspetta in questo momento riguarda più tre giorni, 25, 26 e 1, che tutto il resto del periodo, che è già sottoposto a prescrizioni molto chiare. Io ritengo che dalle giornate prefestive in poi, fino al 6-7 gennaio, è più utile per tutti chiudere il più possibile. Non è una decisione che prendo io o ogni singolo ministro: vogliamo condividerla con le Regioni e gli enti locali, ma è un patrimonio collettivo il risultato di venire fuori da nuove restrizioni, non è una scelta che va a vantaggio di uno o dell'altro". 

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