Da giugno forze dell'ordine dotate di pistola elettrica, ma c'è chi protesta

L'utilizzo del cosiddetto Taser, dopo una fase sperimentale, sarà estesa su tutto il territorio nazionale

Da giugno, la pistola elettrica sarà data in dotazione agli agenti delle forze dell’ordine. L’annuncio è del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che da una convention della Lega “estende” l’utilizzo del Taser nel Belpaese. Infatti, il Taser è stato già oggetto di un decreto attuativo di luglio che sancì l’inizio di una fase sperimentale partita, poi, a settembre. Già dodici le città italiane (tra queste c’è anche la campana Napoli) dove, quindi, il Taser è entrato in azione, così come avviene in 107 Paesi del mondo.

La pistola elettrica, in Italia, è già stata usata 48 volte, funziona tramite emissione di brevi scariche elettriche ad alta tensione (50mila volt) e dovrebbe essere utilizzata per immobilizzare soggetti sospettati di reati. Nel lancio di luglio, Salvini presentò il Taser come uno strumento “non letale” che serve solo agli agenti per compiere “meglio il loro lavoro”. Quel “non letale”, però, non trova d’accordo diversi movimenti e organizzazioni come Amnesty International che, anche con l’ausilio di pareri medici, hanno protestato in questi mesi per la potenziale pericolosità dello strumento.

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Proteste inascoltate, sembrerebbe, visto che Salvini è intenzionato a procedere a carrarmato, soprattutto dopo i tristi fatti che hanno coinvolto il carabiniere di Foggia. Tra i più scettici c’è il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute, Mauro Palma, che ritiene poco sufficienti le attuali cautele adottate: l’utilizzo del Taser da parte di agenti qualificati e ben formati. “Si rischia – ha spiegato Palma - di aprire la strada a un utilizzo molto esteso e capillare sul territorio che potrebbe portare ad un uso esteso di armi a impulsi elettrici ha condotto ad abusi e a esiti mortali”.

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