Lunedì, 17 Maggio 2021
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Tamponi dai medici di famiglia, siglato l'accordo che fa discutere

Saranno fatti negli studi o in altri spazi: 50mila tamponi rapidi antigenici al giorno tra medici e pediatri. Non tutti i medici sono d'accordo

 Tamponi dai medici di famiglia, l'accordo è fatto e riguarda tutti, anche quella parte di professionisti rappresentati dai sindacati che non hanno sigliato l'accordo. Il governo annuncia 30 milioni di finanziamento per finanziare l'operazione.

Una decisione necessaria perché gli ospedali "soffrono una pressione difficilmente sostenibile nel lungo periodo, soprattutto nei territori in ritardo nell'organizzazione dei percorsi dedicati ai pazienti Covid. L'unico modo per alleggerire è coinvolgere medici di famiglia e pediatri di libera scelta fornendo loro tutti i mezzi per operare, i materiali di protezione, gli strumenti diagnostici. Con l'accordo appena siglato tutti i cittadini potranno fare i tamponi rapidi con il loro medico". Lo afferma Agostino Miozzo, l'esperto della Protezione Civile che coordina il Comitato tecnico scientifico, in una intervista al Corriere della Sera. 

Tamponi anche dai pediatri

E a far tamponi saranno anche i pediatri: ci sarà la disponibilità complessiva di "circa 50mila tamponi rapidi antigenici al giorno, da qui a fine dicembre, tra i pediatri di libera scelta ed i medici di famiglia" spiega il presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Paolo Biasci. Così "daremo un grandissimo contributo ai dipartimenti di prevenzione territoriali che stanno affogando subissati dalle richieste di test".

Ma non tutti sono d'accordo. 

"È inaccettabile che i medici di famiglia siano obbligati a fare i tamponi in studio quando si poteva chiedere la disponibilità volontaria, permettendo a chi non ha spazi adeguati nel proprio ambulatorio di non esporre a rischio i pazienti e se stessi" dice Angelo Testa, il presidente del Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani (Snami) che non ha firmato l'accordo con la parte pubblica, chiuso invece dal sindacato di maggioranza, per l'esecuzione di tamponi rapidi antigenici e per la dotazione di apparecchiature diagnostiche (come ecografi ed elettrocardiografi) in studio.

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