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Domenica, 22 Maggio 2022
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Stupro di Capodanno, Antonia De Mita si scusa: "Frasi su Tufello non mi appartengono, la droga non è una questione di quartiere"

Il rione aveva definito le parole in difesa del nipote di De Mita “classiste e offensive”. Ma la figlia dell'ex premier smentisce: “Quel pensiero non mi appartiene, spero mi crediate. Il disagio che porta all’uso di stupefacenti non è questione di quartiere”.

Grandi polemiche per le parole di Antonia De Mita che in un'intervista nel difendere suo nipote, uno dei ragazzi (non indagato) che aveva partecipato alla festa di Capodanno a Primavalle, dove si era consumato lo stupro di gruppo ai danni di una 16enne aveva dichiarato "Mio nipote mica viene dal Tufello. È un ragazzo molto intelligente. Siamo una famiglia all’antica, di quelle che si riunisce a tavola con il nonno. Non ho mai pensato che si drogasse. Il problema è che lui è il nipote di Ciriaco De Mita, per questo ha avuto tutta questa eco".

La dichiarazione ha portato alla ribellione del quartiere, che aveva definito le parole della De Mita "classiste e offensive" e preteso le scuse immediate.

Scuse che alla fine sono arrivate, con la figlia dell'ex premier che tramite Instagram ha voluto chiarire la situazione e smentire quelle parole a suo dire 'travisate' , commentando un post pubblicato dalla vicepresidente del III municipio Paola Ilari. "Il disagio che porta all'uso di stupefacenti non è questione di quartiere. Centro, Parioli... la droga lì non gira? Io sono cresciuta in una scuola pubblica, nella mia classe c'erano ragazzi di tutti i quartieri, non solo high society, peraltro piena di problemi esattamente come al Tufello, se non peggio. Io vi chiedo scusa".

Post De Mita-2

Il fatto

I fatti risalgono al 31 dicembre del 2020. I ragazzi si erano riuniti in una villetta a Primavalle per festeggiare il Capodanno. Una festa piena di alcol ma soprattutto di droga e psicofarmaci: cocaina, Rivotril, Xanax quelle che andavano per la maggiore. Una minore è stata violentata per ore in bagno da tre ragazzi senza che nessuno facesse nulla per aiutarla, dopodiché è stata anche insultata e umiliata. Il giorno dopo lo stupro è andata in ospedale, dove le sono state riscontrate lesioni compatibili con la violenza subita. Poi, la denuncia ai carabinieri e le indagini. 

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