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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
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Studenti morti sul lavoro, UdS Campania: "Per ogni vittima contro un sistema colpevole"

Ad Avellino, Salerno, Sarno, Pomigliano e Napoli, l’UdS Campania ha mostrato il suo dissenso, attivandosi nelle strade delle città. Matarazzo: "Chiediamo a gran voce l'istituzione della didattica integrata, che prevede l'abolizione del PCTO e, quindi, del modo di vedere i ragazzi come futuri lavoratori, anziché studenti da formare"

Cinque giorni fa, in un’azienda a Noventa (Venezia), moriva Giuliano De Seta, 18 anni, studente, schiacciato da una lastra di metallo mentre svolgeva uno stage con la scuola. 

"Giuliano, insieme a Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci, è una vittima dell’attuale sistema scolastico, basato su un rapporto istruzione-lavoro volto al profitto delle aziende e allo sfruttamento dei giovani" scrive, in una nota, l'Uds Campania

"Il diritto al lavoro e allo studio sono rinnegati quotidianamente"

L’Unione degli Studenti Campania decide di indicare i colpevoli, in un momento in cui le strumentalizzazioni partitiche sulla vicenda si moltiplicano e il tema scuola diventa solo uno specchietto per le allodole. Trova i colpevoli nei fautori di questo sistema, a partire da chi ha scritto e firmato la legge 107, finendo con la classe politica tutta che chiude ambedue gli occhi di fronte alle tragedie che si stanno susseguendo. 

In una nazione, infatti, che nel 2021 conta più di mille morti sul posto di lavoro e seicento nei primi sette mesi del 2022, dove il precariato incalza e la dispersione scolastica cresce anziché diminuire (basti pensare che la Campania conta il più alto tasso di dispersione scolastica implicita in Italia), il diritto al lavoro e allo studio sono rinnegati quotidianamente e con loro anche il principio per il quale sono i saperi a liberare le menti. 

Gli studenti, così, si vedono costretti a lavorare precocemente e in condizioni critiche, anziché sedere nei banchi, a nutrire le loro menti e sviluppare il loro pensiero critico. 

Matarazzo: "Vi è un modo di pensare la scuola come luogo di formazione delle braccia, anziché delle menti"

Ad Avellino, Salerno, Sarno, Pomigliano e Napoli, l’UdS Campania ha mostrato il suo dissenso, attivandosi nelle strade delle città. 

“La morte di ben tre ragazzi dall'inizio dell'anno pone, dinanzi agli occhi di chi si ostina ad ignorarla, l'ingombrante problematicità del modo di pensare la scuola come luogo di formazione delle braccia, anziché delle menti” dichiara Carmine Matarazzo dell’UdS Avellino. "L'Unione degli Studenti chiede a gran voce l'istituzione della didattica integrata, che prevede l'abolizione del PCTO e, quindi, del modo di vedere i ragazzi come futuri lavoratori, anziché studenti da formare. Un'istruzione di questo tipo consentirebbe, inoltre, di ampliare le attività di laboratorio e di confronto all'interno della commissione paritativa (un organo composto dai rappresentanti del corpo docenti e degli studenti), nonché informare gli studenti stessi sui loro diritti e sui rischi che possono incorrere sul posto di lavoro".

"In un anno ben tre vittime, il sistema sanguinario e aziendalizzante delle scuole è colpevole delle loro morti"

Dell'UdS Pomigliano, Federica dichiara: “In un anno si contano ben tre vittime, tre giovani, per l'alternanza scuola-lavoro. Lorenzo Parelli, Giuseppe Lenoci, Giuliano De Seta: questo sistema sanguinario e aziendalizzante delle scuole è colpevole delle loro morti. Non staremo in silenzio, ma grideremo ancora più forte perché i loro nomi non vengano dimenticati, perché questa scuola possa cambiare.”

"Noi studenti troviamo inaccettabile che in meno di un anno tre ragazzi abbiano perso la vita. Tre ragazzi che, come tutt? noi, sarebbero dovuti essere a scuola, a formarsi come cittadini pensanti e critici e non in azienda ad essere sfruttati." conclude Alessia dell'UdS Sarno.

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