La storia del fazzoletto di San Gerardo, l'angelo delle mamme

La stanza dei fiocchi situata nel Santuario di Materdomini è sempre gremita di genitori che vengono a depositare una coccarda non appena il miracolo di un altro figlio si è compiuto

Gerardo Maiella è vissuto 29 anni, dal 6 Aprile 1726 fino alla notte del 16 ottobre 1755.  Era nato a Muro Lucano (PZ), da Domenico Maiella e Benedetta Galella. Ebbe un'infanzia difficile, la povertà era l'unica cosa che non mancava mai nella sua casa, e quando mancava il necessario egli andava a rifugiarsi nella cappella della Vergine a Capodigiano.
Entrato nei Missionari Redentoristi, Congregazione religiosa fondata nel 1732 da sant’Alfonso Maria de’ Liguori, come fratello coadiutore, Gerardo indirizzò la sua vita su questa massima: «Amare assai Iddio, unito sempre a Dio. Far tutto per Dio. Amare tutto per Dio. Conformarmi sempre al suo santo volere. Patire assai per Dio. È pena infinita patire; e non patire per Dio. Patire tutto e patirlo per Dio, è niente».
Nei suoi 29 anni di vita terrena, Gerardo, visiterà tanti paesi della Campania, della Basilicata e della Puglia. Dio lo guidava per la strada ardua e lo rendeva simile a sé. Ricevette il carisma della profezia, riuscì a tirare peccatori sulla via del bene rivelando i segreti del cuore, e a guidare alla vita monastica e alla perfezione anime consacrate con un apostolato esemplare.
Morì a Materdomini, il 16 ottobre del 1755 e la notizia della scomparsa del santo fratello volò sulle ali del vento. Una grande folla assalì la chiesetta e si strinse intorno al feretro. Si piangeva per impetrare protezione con la certezza di avere un nuovo protettore in cielo.
Proclamato santo l’11 dicembre 1904, san Gerardo è venerato come IL PROTETTORE DELLE PARTORIENTI, DELLE MAMME E DEI BAMBINI, per cui mostrò particolare predilezione in vita e che continua a sostenere anche dal Paradiso con le sue numerose intercessioni.

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Uno degli episodi più straordinari del Santo è legato ad un fazzoletto ed una fanciulla. Già da giovanissimo Gerardo iniziò con i suoi miracoli, e che fossero tali ne era convinta tutta la popolazione. Un giorno, poco prima di morire, Gerardo fece finta di dimenticare un suo fazzoletto presso la casa di una famiglia che l’ospitava ad Oliveto Citra. Accortasene, una bambina gli corse subito dietro. «Gerardo, Gerardo!», urlò, «hai dimenticato il tuo fazzoletto». Ma Gerardo non volle riprenderlo indietro. «Tienilo, un giorno ti potrà servire», le rispose. Alcuni anni dopo, quando quella bimba, cresciuta, si sposò finì in ospedale gravissima per una complicanza, durante il parto. Oramai in fin di vita la ragazza si ricordò del fazzoletto di Gerardo,ormai morto, e chiese di aprirlo e posarlo sulla sua pancia. Non appena l’azione fu compiuta, i dolori cessarono e la donna partorì un meraviglioso bambino.
Questa è una storia molto sentita dai devoti che viene tramandata di madre in figlia. Per questo, ogni anno, il 16 ottobre, giorno della morte di San Gerardo, durante la celebrazione eucaristica il parroco benedice tutte le partorienti consegnando loro un fazzoletto da tenere con sé al momento del parto. Inoltre, per sottolineare questa particolare devozione nei confronti del Santo delle mamme e dei bambini, è stata collocata, nella Chiesa Madre da poco restaurata, una vetrata istoriata rappresentante proprio il miracolo del fazzoletto
La sala dedicata alle nuove nascite, situata ai piani bassi del santuario, è divenuta famosa come la stanza dei fiocchi. Sempre gremita di nastri, fiocchi e coccarde rosa e azzurre, che i nuovi genitori vengono a depositare non appena il miracolo di un altro figlio si è compiuto.

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