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Scuole chiuse in Campania, lettera a Draghi: "Spetta allo Stato decidere le misure anti-Covid"

I Presidenti degli istituti scrivono al premier: "Il Governo deve intervenire immediatamente sulla gestione della scuola campana per porre fine alla politica anti pandemia che sta penalizzando gli studenti campani"

“Il Governo deve intervenire immediatamente sulla gestione della scuola campana per porre fine alla politica anti pandemia che sta penalizzando gli studenti campani rispetto ai coetanei di tutte le altre regioni italiane. È necessario provare a salvare il secondo quadrimestre a tutti gli studenti della Campania”. È quanto chiede al nuovo Governo e al Presidente del Consiglio Draghi il Coordinamento regionale dei Presidenti dei Consigli d’Istituto.

La lettera è stata inoltrata al Premier appena dopo l’ordinanza regionale che sospende la didattica in presenza dall’1 al 14 marzo per le scuole di ogni ordine e grado. I ragazzi erano tornati in classe da poche settimane dopo la sentenza del Tar contro la precedente ordinanza di chiusura, che risaliva all’ottobre scorso. "La nuova chiusura è stata fatta in spregio del decreto del presidente del Tar Campania e dell’ordinanza n.4/2021 della Corte Costituzionale. Prevede che sia lo Stato e non la regione a determinare le misure necessarie al contrasto della pandemia".

La lettera al premier Draghi

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inoltrata al Premier Draghi.

Il Coordinamento, seppur preoccupato dalla risalita della curva dei contagi, resta convinto che sul tema scuola nella Regione Campania si potrebbe fare di più e meglio, introducendo maggiore incisività nei territori in difficoltà, e minor peso su tutte le altre zone. Infatti, come è noto, in Regione Campania le Scuole, di ogni ordine e grado, sono state tutte chiuse da metà ottobre fino al 31 gennaio 2021, sono poi state riaperte solo il 1 febbraio 2021 dopo un Decreto del Presidente del TAR ora, con Ordinanza n.6 del 27/02/2021 del PGRC sono state tutte chiuse nuovamente, con grave danno ai bambini e ai ragazzi, di nuovo discriminati con notevole diseguaglianza rispetto ai loro coetanei delle altre regioni. Tale chiusura viene fatta in spregio del Decreto del Presidente del TAR Campania e dell’Ordinanza n.4/2021 della Corte Costituzionale – Spetta allo Stato e non alle Regioni determinare le misure necessarie al contrasto della pandemia. Da tempo in Campania vi è un caos generale tra Ordinanze Regionali ed Ordinanze Sindacali che chiudono le scuole anche senza una reale necessità e senza comunicare i dati per i quali vengono prese queste decisioni in nome della salute dei cittadini; ma la salute dei bambini e dei ragazzi è anche psicologica, di quest’ultima non ne viene tenuto conto? Infatti, le Ordinanze non esplicitano i dati relativi al numero di contagi riscontrati in ogni scuola del territorio campano o locale e non indicano, soprattutto, se sia stato verificato che eventuali casi di positività di studenti/alunni, siano dovuti alla diffusione del virus direttamente all’interno delle scuole, o se la trasmissione sia avvenuta in altri luoghi. In merito a ciò, non vi è ancora alcuna evidenza scientifica che il virus si diffonda nelle scuole, grazie ai rigidi protocolli applicati anzi, ricerche effettuate in Italia (ISS) e nella UE (ECDC), sostengono che in misura decisamente maggiore la diffusione del virus non avviene all’interno delle scuole bensì all’esterno. Per questo le chiusure, quando necessarie, devono esplicitare se e come ed in che misura il contagio sia avvenuto all’interno delle scuole; da finora trapelato dallo screening scolastico effettuato dalla Fondazione Ebris di Salerno su incarico del Comune di Salerno e della Regione Campania, i dati monitorati sono molto rassicuranti, quindi occorre tenerne conto; come occorre tenere in conto quelle aree e scuole dove la didattica in presenza o al 50% sta procedendo senza alcun problema. Per questo si chiede di riaprire ad horas tutte le scuole e, semmai, assumere tutti quei provvedimenti che limitino il contagio in altri luoghi, compresi i controlli del rispetto delle regole per il contenimento dell'epidemia. Il Diritto allo Studio (che si concreta nel binomio istruzione/formazione) non è subalterno al Diritto alla Salute, e tutti gli organi amministrativi competenti, a partire dall’organo di Governo sono chiamati a garantire il rispetto e l’affermazione di tali diritti fondamentali. In caso contrario, si rischia di venire meno al proprio ruolo istituzionale. Non si sta affatto pensando al futuro dei nostri ragazzi e si stanno danneggiando le loro vite, sottraendogli opportunità, istruzione, formazione, confronto ed esperienze. Il Coordinamento avrebbe voluto che le istituzioni fossero più vicine alle esigenze formative dei nostri figli, soprattutto di quelli con disabilità, ed alle famiglie ed avrebbe voluto amministratori coraggiosi e lungimiranti che avessero proposto soluzioni innovative ed uniche per consentire agli alunni e studenti campani di essere uguali ai loro compagni italiani. La DAD, utilissima durante il lockdown, non può essere affatto paragonata alla scuola in presenza e per questo occorre riaprire tutte le scuole in Campania. Non bisogna confondere, quindi, la positività al covid-19 dei ragazzi con la diffusione del virus nelle scuole. Affinché termini questa diseguaglianza di trattamento e di formazione degli studenti campani, rispetto ai coetanei di tutte le altre regioni, si sollecita il Governo ad intervenire immediatamente, almeno per salvare l’altra metà dell’anno scolastico, anche ai sensi dell’art.117, punti m) ed n), della Costituzione Italiana, affinché, con un’adeguata norma legislativa: - il diritto all’istruzione ed alla scuola in presenza trovi applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale, in modo che la normativa nazionale, riguardo la scuola in presenza e/o a distanza, sia vincolante per tutte le regioni e province autonome; - le eventuali esigenze locali specifiche, che richiedano delle deroghe particolari, debitamente motivate, debbano essere autorizzare solo dal Governo, anche qualora i provvedimenti locali proposti siano in senso più restrittivo rispetto alla norma nazionale. In merito alla vaccinazione del personale scolastico, chiede di procedere come è stato fatto per il personale ospedaliero, delle case di cura provate e delle Asl, organizzare tutto senza alcuna chiusura. Se si continua a dare la colpa alla scuola di diffondere il covid si mettono in contrasto tra loro anche le famiglie. Il Coordinamento dei Presidenti dei Consigli di Istituto, seppur nato da poco conta oltre 100 adesioni in Regione Campania ed oltre 1500 in Italia, si è da sempre reso disponibile ad una collaborazione proficua e costruttiva, quale rappresentante dell’intera Comunità scolastica. Per quanto detto attende una cortese, sollecita e circostanziata risposta, e non il solito silenzio finora avuto nei confronti delle proprie istanze, della scuola campana, delle famiglie e degli studenti tutti. Con l’occasione, si porgono distinti saluti.

Il Coordinamento dei Presidenti dei CdI
della Regione Campania
Il Coordinatore e Portavoce
Almerico Ippoliti

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