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Scuola in Campania, rientri scaglionati non convincono i presidi: "Situazione in Irpinia molto complessa"

L'11 via alle elementari, dal 18 le medie. De Rosa (presidi): didattica in presenza per chi deve fare esami di maturità

La riapertura delle scuole al centro del dibattito che divide favorevole e contrari. 

Mentre la ministra Azzolina prevede un rientro in classe il 7 gennaio, la Campania ha previsto un rientro a scaglioni dall’11 gennaio. 

Il calendario, rivelato nei giorni scorsi dall’assessore regionale all’Istruzione, Lucia Fortini, prevede dall’11 gennaio la riapertura di tutte le classi della scuola primaria, poi dal lunedì successivo, il 18 gennaio, delle tre le classi della secondaria di primo grado (scuole medie) e dal lunedì 25 la secondaria di secondo grado (scuole superiori). 

Date, comunque, ipotetiche che potrebbero cambiare in vista di una riunione prevista domani.

La situazione resta inoltre ulteriormente complicata a causa dei trasporti e si aggrava in province come l'irpino e il beneventano. 

«In Campania la situazione è analoga a quella del Lazio - dice all' Andrknos Francesco De Rosa, presidente dell’associazione presidi della Campania - il problema trasporti, anche se parzialmente migliorato, persiste ed è acuito dallo scaglionamento imposto dalle prefetture e dal consistente pendolarismo. In Irpinia, Benevento e provincia di Salerno il 40% degli studenti viaggia ore per andare a scuola. Abbiamo chiesto una anticipazione per le quinte della didattica sincrona in presenza e distanza, dopo l’annuncio dell’assessore per il quale le secondarie superiori non riapriranno prima del 25 gennaio. Hanno risposto che ci avrebbero pensato. Anche De Luca è molto cauto e purtroppo non posso dargli torto».

I dirigenti scolastici comprendono la difficoltà del momento, ma ritengono che lo scaglionamento sia poco praticabile. 

«Non abbiamo piena contezza della situazione perché siamo stati esclusi dai tavoli con i prefetti - continua De Rosa - ma rileviamo che lo scaglionamento degli orari è difficilmente realizzabile, tanto più che il quadro è aggravato dall’aumento dei contagi. In Campania, in zone più svantaggiate come l’Irpinia e Benevento, ma anche la provincia di Salerno stretta e lunga oltre 100 km, il 40% degli studenti viaggia per andare a scuola ed è costretto ad almeno 90 minuti di spostamento per raggiungere la destinazione. Solo a Napoli e Caserta la situazione è un po’ meno complessa». 

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