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Coronavirus, San Raffaele eccellenza internazionale per la riabilitazione: alla guida l'irpino Iannaccone

I risultati ottenuti sono oggi pubblicati su alcune delle maggiori riviste scientifiche del settore, tra cui l’Archives of Physical Medicine and Rehabilitation

Durante i mesi centrali della pandemia, il San Raffaele è stato il primo ospedale al mondo a creare ad hoc un reparto di riabilitazione per i pazienti Covid-19 ancora infettivi, con lo scopo di recuperare le funzionalità motorie, respiratorie e neurologiche perse durante la fase acuta della malattia nel più breve tempo possibile.

Come scrive la rivista insalutenews il reparto è stato riconosciuto come un'eccellenza internazionale perchè ha fornito una terapia riabilitativa a 360° grazie all’impegno quotidiano di un’équipe multidisciplinare di infermieri e medici specialisti, che comprendono fisiatri, neurologi, neurochirurghi, pneumologi, neuropsicologi, psichiatri, cardiologi, otorinolaringoiatri, fisioterapisti e nutrizionisti. A guidarli il primario irpino Sandro Iannaccone i cui risultati del lavoro svolto sono stati pubblicati su alcune delle maggiori riviste scientifiche del settore, tra cui l’Archives of Physical Medicine and Rehabilitation.

"Un’esperienza di gestione interdisciplinare e integrata che ci ha permesso di delineare le linee guida internazionale per la riabilitazione in questi pazienti - spiega il dottor Sandro Iannaccone, direttore del Dipartimento di Riabilitazione dell’IRCCS Ospedale San Raffaele su insalutenews - I sistemi sanitari di tutto il mondo si sono organizzati per ampliare i reparti di malattie infettive e i letti in terapia intensiva. Con il nostro esempio dimostriamo che per affrontare l’emergenza Covid-19 anche le unità di riabilitazione hanno bisogno di maggiore attenzione e necessitano di essere organizzate seguendo specifiche esigenze cliniche e organizzative”.

Per queste ragioni l'ospedale San Raffaele è stato il primo a sperimentare un reparto di 28 letti dedicato interamente alla riabilitazione motoria, respiratoria e neurologica dei pazienti COVID-positivi che a causa della lunga degenza e degli effetti della malattia non sono più autosufficienti e necessitano di essere riabilitati prima della dimissione.

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