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Lunedì, 28 Novembre 2022
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Rischio sfratto per l'Accademia Kandisky, Avionica: "Solidarietà a una realtà attiva sul territorio attraverso la musica"

La nota dell'associazione: "Abbiamo appreso la scelta dell’amministrazione Festa di porre fine all’esperienza ventennale dell'Accademia all'interno di Casino del Principe"

“A seguito della notizia appresa la scorsa mattinata circa la scelta dell’amministrazione Festa di porre fine all’esperienza ventennale de l’ “Accademia di Musica W. Kandinsky” all’interno del Casino del Principe, come Avionica sentiamo la necessità di prendere una posizione pubblica rispetto all’accaduto.” - dichiara Andrea Cresta, presidente di Avionica - “In primo luogo, esprimiamo solidarietà a questa realtà artistica e sociale che nel corso della sua storia ha contribuito a formare all’interno del territorio reti di socialità e professionalità attraverso la musica. Intendiamo farlo innanzitutto mettendo a disposizione i nostri spazi perchè sappiamo esattamente, data la nostra recente esperienza, cosa vuol dire riorganizzarsi da sé a causa di decisioni arbitrarie dell’amministrazione.”

“Pensiamo sia importante comprendere come ciò che è successo rappresenti l’ennesimo attacco alle esperienze culturali e sociali di questa città. Realtà che non riescono ad avere continuità nei loro progetti per via di una mancata visione prospettica circa le politiche culturali e la gestione dei beni comuni.” - continua Davide Perrotta, vice presidente di Avionica - “Sono anni che questi processi da parte delle realtà che compongono il territorio, vengono sottoposti all’attenzione delle varie amministrazioni che si sono susseguite, scontrandosi, da un lato, con la miopia e l’indifferenza delle istituzioni cittadine, dall’altro con l’evidente volontà politica di gestire questi spazi in una forma che non prevede la partecipazione e il confronto con chi tutti i giorni vive questa città.”

“Eliseo, Casino del Principe, Dogana: sono tanti gli spazi che avrebbero potuto rappresentare un patrimonio culturale, sociale e aggregativo, ridotti invece a luoghi vuoti se non addirittura chiusi.” - conclude l’associazione -“Per questo intendiamo nuovamente rilanciare il dibattito sulla visione delle politiche culturali e sul destino dei beni comuni all’interno della città, ponendoci come punto di riferimento e di confronto per qualsiasi realtà associativa e per la comunità cittadina che senta il bisogno di esprimersi sul tema.”

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