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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Rifiuti, Fiordellisi a cittadini e amministratori: "Alziamo la testa e non togliamoci il cappello"

Quanto scrive il segretario generale della Cgil Avellino

La vicenda sul ciclo integrato dei rifiuti, dobbiamo ammettere che finalmente ha definito chi tra politici, sindacalisti sta per i beni pubblici, Res pubblica , e chi per il privato. Questo chiarimento dovrebbe richiamare il popolo a definire il suo ruolo nelle scelte che degli eletti fanno sulla nostra pelle abusando del loro mandato e infatuandoci con la prosopopea del privato risolutore di problemi, di abbattimento di costi ecc. Se torniamo ai rifiuti sarebbe normale e logico riflettere su alcune cose che pongo all’attenzione di tutti:

1) ma se la società pubblica non può mantenere la sfida “produttiva” con lo smembramento del ciclo perché dovrebbe reggere quella col privato;

2) la costituzione del subambito da parte della città Avellino, che fa venir meno una parte rilevante della liquidità, la stessa viene a mancare tutti, ovvero per Irpiniambiente per la Newco dell’Ato e per la società mista (col privato). Quando dal 1994 sino al 2010, come movimenti e politica siamo cimentati sulla crisi rifiuti, evitando che le aree interne, con meno residenti e con maggior territorio, diventassero lo sversatoio delle città e di tutta la regione, lo sforzo portò alla responsabilizzazione degli Enti Locali e delle province, da quelle battaglie nasce IrpiniAmbiente la tutela del ciclo integrato pubblico in provincia di Avellino. Adesso si avverte disattenzione o disaffezione sull’importanza di quelle battaglie e del fondamentale ruolo del pubblico, per la tutela ambientale,per la legalità legati ai servizi pubblici come Acqua e Rifiuti oltre che della Sanità, socio assistenziale e Istruzione, ma la lezione del covid è stata dimenticata ed anzi viene usata per distruggere lo Stato Sociale e la presenza, fondamentale, del pubblico in questi settori. È Sicuro che sono necessari interventi per efficientare e responsabilizzare lavoratrici e lavoratori, ma questo è possibile se la testa, i politici, fanno la loro parte in trasparenza, partecipazione e gestione aperta e comunitaria. Tanto chiarito e per tornare alla vicenda rifiuti bisognerebbe che tutti gli Enti Locali compresa Avellino operino unitariamente e solidaristicamente per il bene della provincia e di tutti noi residenti. Ovviamente non siamo anime belle e sappiamo che Avellino se torna vorrebbe essere protagonista e “comandare”, se prosegue nel Sub Ambito, previsto dalla legge regionale, gli altri per gestire debbono fare azioni utili ad abbattere i costi ed aumentare le entrate, in questo caso l’efficientamento degli impianti, lo smaltimento di refluì ed umido in impianti locali, definizione del ciclo, porterebbe a definire il costo minore per i comuni e quindi per i cittadini gestibili nei due casi. Il punto sembra ruotare intorno al Pd o meglio a maggiorenti di questo partito che non riuscendo a fare opposizione al sindaco Festa deve affrontare, contrastarne, la sua rielezione ma come? Come rappresentati dei lavoratori, pensionati, come cittadini, residenti contribuenti riteniamo che si debba, con forza, mantenere i servizi pubblici, sanità e socio sanitario, potenziarli dove mancano o sono scarsi! Non dobbiamo perdere la bussola di quanto fatto negli anni scorsi e cacciare “i mercanti dal tempio” della Res pubblica, affermazione forte ma necessari. Le politiche europee per anni hanno messo al centro l’austerità, hanno ampliato le diseguaglianze territoriali e indebolito gli Enti Locali( Comuni) che nelle nostre terre spesso non riescono a svolgere le funzioni assegnate loro dalla Costituzione, vedete asilo nido e assistenza sociale! La politica, il PD, la regione ecc. devono decidersi a contrastare questo neoliberismo e al posto di privatizzare dovrebbero intervenire sul complesso delle norme sulla finanza locale sciogliendo nodi strutturali irrisolti, a partire dalla certezza della stabilità delle risorse comunali ordinarie, per evitare che le diseguaglianze territoriali si accentuino. Si deve intervenire per una effettiva perequazione finanziaria e infrastrutturale, i Comuni già più ricchi avranno l’opportunità di accrescere la propria spesa nei prossimi anni, ma costretti a perseguire azioni imposte, non decisi dalle comunità locali, realizzando solo un apparente miglioramento per la città, mentre i Comuni già più poveri, allungheranno le fila degli enti deficitari o in disavanzo e attenderanno in coda l’ennesimo intervento straordinario. Quindi è tempo di solidarietà di partecipazione e gestione trasparente così da permettere a tutti i cittadini della provincia di Avellino di avere pari condizioni e diritti, evitare sprechi e valorizzare le società che abbiamo a disposizione. Facciamoci sentire con i nostri amministratori, Sindaci, per usare lo strumento pubblico in questo caso IrpiniAmbiente per dare un segnale civico e di democrazia.

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