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Morte Antonio Annarumma, i familiari contro Capanna: il parroco chiede il perdono cristiano

Durante la cerimonia nei 50 anni dalla morte al cimitero di Monteforte

Cerimonia al cimitero di Monteforte nei 50 anni dalla morte di Antonio Annarumma, il poliziotto che morì durante una manifestazione studentesca a Milano nel 1969. Non sono mancate le polemiche nei confronti di Mario Capanna che proprio ieri a Milano ha proferito delle parole che per i familiari del poliziotto sono state mal digerite. Uno dei nipoti di Annarumma durante il ricordo ha stigmatizzato quanto raccontato da Capanna a Milano:

“Non è vero quanto ha dichiarato. Dopo 50 anni c’è ancora chi ritiene che Antonio sia morto per un incidente e non per un assassinio. E’ una cosa assurda che come famiglia non riusciamo ad accettare”.

Le cronache di quei tempi descrivono chiaramente che la morte fu dovuta ad un lancio di un tubo innocenti raccolto in un cantiere edile vicino. Il poliziotto fu colpito alla testa. Anche le autopsie effettuate ratificarono questa versione.

 Il parroco di Monteforte Don Antonio Testa ha implorato al perdono cristiano e ha invitato i familiari a non fare polemica dopo 50 anni. Alla manifestazione hanno preso parte una rappresentanza delle scuole presenti sul territorio, c’era l’associazione poliziotti in congedo, il sindaco di Monteforte e un nutrito gruppo di cittadini che hanno avuto modo di conoscere Antonio Annarumma in vita.

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