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Restare aperti è antieconomico, molti ristoratori scelgono di chiudere

Guadagni nulli, restare aperti è un danno ulteriore per il commercio

La Campania non è ancora zona arancione e bar e ristoranti possono continuare a stare aperti dalle 5 alle 18.00 con la possibilità di effettuare l'asporto fino alle 22.00. Ma i guadagni sono nulli, anzi restare aperti significa andare incontro a perdite ulteriori a fronte di una situazione economica già drammatica. 

Così molte attività commerciali hanno già annunciato la chiusura fino a data da destinarsi. Ad esempio il bar Vincent ha spiegato che non conviene tenere aperti i diversi punti vendita dislocati in provincia. 

"Comunichiamo che da questa settimana gli store di Atripalda e Piazza libertà resteranno chiusi dal lunedì al giovedì - spiega il titolare - 

Purtroppo le forti restrizioni hanno portato ad una contrazione delle vendite ed è diventato antieconomico restare aperti in settimana. Resteranno aperti regolarmente gli store di Avellino (corso Vittorio Emanuele), Cava de Tirreni (Corso Umberto I) e Salerno (Via dei Principati)".

Se Vincent resta aperto a metà non riapre Sa di Cucina & Co che scrive:

"Dobbiamo con grande tristezza, ma immenso senso di responsabilità comunicarvi che la nostra attività resterà ancora chiusa al pubblico. Attendiamo momenti migliori, per ritornare a vivere il piacere delle belle serate trascorse insieme, che purtroppo oggi non possiamo replicare per il bene di tutti noi. Ancora tante difficolta? , ancora lungo il tempo che ci separerà ma state certi che supereremo anche questa".  

Per i locali prettamente serali, o le vinerie la strada dell'asporto non è percorribile. Lo afferma anche Carmine Schettino, titolare del Dwine

"Resteremo chiusi fino al 24/11 per il momento. Abbiamo la vocazione di un locale prettamente serale, non avrebbe senso lanciarci (investendo nuovamente) in una apertura a pranzo. Tuteliamo i nostri dipendenti prima di tutto, andranno in cassa integrazione, non è il tempo di provare strade nuove".

Stesso discorso per la pizzeria "ChiAvoCottEchiAvoCrur" la quale dopo aver tentato di 'sopravvivere' con l'asporto ha annunciato che riaprirà solo quando ci saranno le condizioni per un ritorno alla normalità. 

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