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Lunedì, 20 Maggio 2024
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Presentato il report 2021 sugli istituti carcerari irpini: "Non c'è una politica che si occupa del tema"

Il Garante dei detenuti Ciambriello: "La sanità penitenziaria, da tredici anni, appartiene alle Regioni e non più al Ministero. Allora faccio una richiesta pubblica: stabilizziamo gli operatori della sanità"

Continuano gli appuntamenti organizzati dal Garante dei diritti delle persone sottoposte a misura restrittiva della libertà personale della Campania, che dopo Benevento e Salerno, ha presentato ad Avellino, presso Palazzo Caracciolo, la sua Relazione annuale 2021.

Ciambriello: "A Sant'Angelo dei Lombardi c'è un'articolazione psichiatrica per dieci posti, ma c'è sempre un solo detenuto"

Samuele Ciambriello, Garante campano dei detenuti, traccia una panoramica della situazione in cui versano le case circondariali della nostra provincia: "Abbiamo avuto, l'anno scorso, durante il periodo pandemico un centinaio di infrazioni da parte dei detenuti, perlopiù con sofferenza psichica. Vi sono stati dodici tentativi di suicidio al carcere di Bellizzi Irpino, prontamente sventati dagli agenti della Polizia Penitenziaria. Quest'anno si è verificato un suicidio, il terzo in Campania, sempre qui a Bellizzi. Abbiamo un vero problema, che è quello del disagio psichico: detenuti con sofferenza che non possono essere né aiutati, né curati. Qualche anno fa, l'Asl ha bandito un concorso per uno psichiatra, ma è andato deserto. In provincia di Avellino, a San Nicola Baronia, abbiamo una REMS con 20 posti. Lo scandalo è a Sant'Angelo dei Lombardi, lo sottolineo da anni: nel miglior carcere del mondo, c'è un'articolazione psichiatrica per 10 posti, riservati a detenuti malati, ma da anni c'è sempre un solo detenuto, sempre lo stesso. Io credo che sia omissione in atti di ufficio. Bisogna fare presto, non ci sono alibi. Ad Avellino manca un po' di società civile, mancano un po' di comuni che avviano lavori di pubblica utilità, manca un'attenzione dall'esterno. Buone prassi ci sono, il maggior numero di diplomati è a Bellizzi Irpino, ma gli spazi sono pochi. Ad Ariano Irpino costruiscono sul campo sportivo un padiglione nuovo: non sanno che fare i detenuti ad Ariano. Non c'è una politica che si occupa del tema delle carceri".

Aspetto positivo: "Il Consiglio Regionale della Campania, in una sessione monotematica dello scorso 3 maggio, ha discusso della mia relazione annuale. Lì hanno deciso subito di mettere su una REMS in provincia di Napoli, avviare un maggior numero di corsi professionali, aprire poli universitari. La sanità penitenziaria, da tredici anni, appartiene alle Regioni e non più al Ministero. Allora faccio una richiesta pubblica: stabilizziamo gli operatori della sanità".

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D'Onofrio: "La capacità di rieducazione e lo scopo finale della pena non sono mai stati realizzati a causa dell'assenza di interventi strutturali"

Il Procuratore aggiunto della Repubblica di Avellino, Vincenzo D'Onofrio, è intervenuto nel corso della discussione: "L'errore è a monte. Spesso vado all'estero e, quando dico che in Italia esiste la figura del Garante dei detenuti, i miei colleghi si meravigliano del fatto che la garanzia dei detenuti debba provenire da una figura ufficiale, pubblica, che però è esterna all'amministrazione della giustizia. La garanzia dei detenuti dovrebbe essere offerta dallo Stato in generale, non da una singola persona che non è mai in condizione di garantire i diritti di tutti. In Italia siamo campioni con gli interventi campione e non abbiamo ancora risolto il problema degli istituti penitenziari. La capacità di rieducazione e lo scopo finale della pena non sono mai stati realizzati a causa dell'assenza di interventi strutturali. Sono strumenti che non possono essere generalizzati, perché vi può essere tanto un magistrato celere, quanto uno più lento perché, come vuoto di organico, deve gestire anche le istanze dei colleghi assenti".

"Il problema delle carceri non è dato dalla presenza di troppi detenuti sottoposti a misure cautelari, bensì dalla presenza di troppi detenuti in strutture che non sono in condizioni di riceverli" conclude D'Onofrio. "La misura cautelare carceraria è, per rarissimi casi, concessa e soltanto per determinati reati, come quelli per associazione mafiosa. Ma, il più delle volte, i detenuti, anche per reati gravi, non sono detenuti in carcere con misura cautelare". 

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