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Quarantena da Covid-19, non sempre è considerata malattia dall'Inps

La malattia non viene riconosciuta ai lavoratori fragili in smart working

L’Inps precisa quali sono le condizioni in cui un lavoratore può essere considerato in malattia, in questi mesi in cui l’Italia deve fare i conti con il Covid.

In caso di nuovi lockdown a causa della diffusione del Covid-19, che di fatto impediscano alle persone di svolgere la propria attività lavorativa, l’isolamento domiciliare non sarà più equiparato alla malattia.

Il riconoscimento della malattia si ha solo quando la quarantena è decisa da un operatore di sanità pubblica, come nel caso di un contatto stretto con soggetti positivi.

In tutti i casi di ordinanze o provvedimenti di autorità amministrative che di fatto impediscano ai soggetti di svolgere la propria attività lavorativa, l’Inps sottolinea che non è possibile procedere con il riconoscimento della tutela della quarantena.

L’istituto spiega anche che la malattia non viene riconosciuta ai lavoratori fragili in smart working a meno di malattia conclamata.

Per quanto riguarda i lavoratori fragili la quarantena e la sorveglianza precauzionale, non configurano un’incapacità temporanea al lavoro per una patologia in fase acuta tale da impedire in assoluto lo svolgimento dell’attività lavorativa.

Non sarà possibile ricorrere alla tutela previdenziale della malattia nei casi in cui il lavoratore in quarantena o in sorveglianza precauzionale continui a svolgere, sulla base degli accordi con il proprio datore di lavoro, l’attività lavorativa presso il proprio domicilio.

Inoltre la malattia non viene riconosciuta se il lavoratore malato è in cassa integrazione o ha l’assegno dei fondi di solidarietà.

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