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In attesa dello sciopero al via la protesta dei medici

Il 9 novembre, in concomitanza con lo sciopero, saranno tenuti sit-in davanti alle sedi delle singole Regioni

Dopo il sit-in del 17 ottobre a Montecitorio, parte oggi lo stop agli straordinari per medici e dirigenti sanitari. In vista delle giornate di sciopero del 9 e 23 novembre l’intersindacale medica avvia un calendario di iniziative di protesta che cominceranno proprio con il «blocco degli straordinari in tutte le aziende sanitarie, l’astensione dalle attività non comprese nei compiti di istituto, la richiesta da parte dei dirigenti di usufruire di tutti i giorni di ferie accumulate, il pagamento di tutti i turni guardia eccedenti l’orario contrattuale".

I camici bianchi in segno di protesta contro l'insufficiente finanziamento previsto per il Fondo Sanitario Nazionale 2019 dal Documento di Economia e Finanza, preso atto delle resistenze del Mef e delle risoluzioni di alcune Corti dei Conti hanno indetto una serie di iniziative in segno di protesta che porteranno ad una serie di disagi per le aziende sanitarie.

Pertanto i medici chiedono un vasto programma di assunzioni nel Servizio sanitario nazionale, anche per fare fronte alle uscite pensionistiche previste nel quinquennio 2018-2023, e il finanziamento di almeno 3.000 nuovi contratti di formazione specialistica per garantire una programmazione dei fabbisogni formativi in linea con le esigenze del Ssn.

Inoltre rifiutano "con fermezza il tentativo messo in atto da Regioni e Governo di far competere sulle stesse scarse risorse del FSN il diritto alla cura dei cittadini e quello ad avere un contratto dignitoso di chi quelle cure deve erogare".

Di seguito tutte le richieste:

  • un congruo incremento del finanziamento del FSN in modo da garantire la piena erogazione dei Lea;
  • un vasto programma di assunzioni nel SSN per far fronte alla “gobba pensionistica” del personale sanitario;
  • il finanziamento di almeno 3.000 nuovi contratti di formazione specialistica per garantire una programmazione dei fabbisogni formativi rispondente alle esigenze del SSN e non influenzata da interessi particolari e autoreferenziali.

Il calendario delle iniziative sindacali
A sostegno di queste richieste è stato varato un vasto programma di iniziative che precederanno le giornate di sciopero proclamate per il 9 e 23 novembre.

Da lunedì 22 ottobre è previsto il blocco degli straordinari in tutte le aziende sanitarie, l’astensione dalle attività non comprese nei compiti di istituto, la richiesta da parte dei dirigenti di usufruire di tutti i giorni di ferie accumulate, il pagamento di tutti i turni guardia eccedenti l’orario contrattuale.

Giovedì 25 ottobre sono previste assemblee nei servizi del territorio

Lunedì 29 ottobre sono previste assemblee in tutti gli ospedali, aperte a tutti gli operatori e ai cittadini, per discutere le motivazioni delle iniziative sindacali.

Venerdì 9 novembre, in concomitanza con lo sciopero, saranno tenuti sit-in presso le sedi delle singole Regioni.

Venerdì 14 novembre a Roma sarà organizzata un’assemblea a cui saranno invitati gli esponenti di tutti i gruppi politici che siedono in Parlamento.

"A Governo, Regioni e Parlamento chiediamo uno scatto di responsabilità che eviti il crack del SSN. Potrebbe essere uno degli ultimi appelli prima che la più grande infrastruttura sociale del Paese non venga privatizzata, proprio mentre si vorrebbe nazionalizzare tutto, ed il diritto alla salute affidato alla intermediazione finanziaria ed assicurativa, al luogo di residenza e al censo".

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