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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Il magistrato Catello Maresca ad Avellino: "Dove non spara, la mafia riesce"

Candidato a sindaco alle ultime amministrative della città di Napoli, l'autorevole magistrato ha presentato il suo ultimo libro al Polo Giovani: "Il problema è creare quegli anticorpi che consentano anche a realtà tendenzialmente sane di evitare o rendere almeno minimo l'impatto negativo della criminalità organizzata"

Ospite del Convitto Nazionale P.Colletta di Avellino, in occasione dell'incontro organizzato al Polo Giovani di Via Morelli e Silvati, il magistrato dott. Catello Maresca ha presentato il suo libro, dal titolo "NCO. Le radici del male", edito da Rogiosi.

Il magistrato Catello Maresca ad Avellino: "Dove non spara, la mafia riesce"

"Spesso il rispetto delle regole viene visto addirittura come un'imposizione"

"Qualsiasi iniziativa seria, come quella di oggi, deve ripartire dai giovani" afferma Maresca, candidato a sindaco del centrodestra alle elezioni amministrative di Napoli del 2021. "Bisogna ripartire da loro, con la consapevolezza del concetto di legalità e dell'utilità nel rispetto delle regole, visto spesso addirittura come un'imposizione, come qualcosa di negativo. In realtà, è necessario fin da ragazzi capire quale sia l'importanza delle regole e quanto sia importante delineare un perimetro nell'ambito del quale ognuno può esercitare liberamente i propri diritti e assolvere ai propri doveri. È fondamentale fare ciò con le scuole, con i ragazzi, con l'aiuto anche dei docenti: è una cosa nella quale ho sempre creduto e che faccio ormai da tanti anni".

"Il PNRR è una grandissima occasione, ma anche un pericolo"

Tra i temi trattati, anche le possibili infiltrazioni di componenti mafiose nella gestione dei fondi del PNRR: "Il Presidente del Consiglio Draghi, nel giorno della sua visita a Napoli avvenuta nel mese scorso, ha espressamente indicato quest'aspetto come il rischio più grave e pesante, non soltanto al Meridione, ma anche in tutto il Paese, in un momento storico e in una grandissima occasione, qual è quella offertaci dalla disponibilità di tanti fondi. Allo stesso tempo, ciò rappresenta anche un pericolo: la macchina amministrativa non è sempre pronta ad affrontare fenomeni di questo tipo e la necessità di impiegare questi soldi per scopi ben precisi comporta un abbassamento di quello che è il livello dei controlli e, inevitabilmente, un aumento del rischio di infiltrazioni".

"La mafia, ormai, si è evoluta, così come la società"

Non c'è abbastanza consapevolezza, né attenzione necessaria da parte delle istituzioni sui fenomeni malavitosi: "Bisogna sempre parlarne e nel modo giusto, nelle sedi opportune e farlo non con la prospettiva di chi ha una concezione di panmafiosità, come se la mafia fosse dappertutto e attraversasse tutte le attività di questo Paese, bensì con la consapevolezza che, se ciò non fosse vero, non è vero neanche che non c'è più la mafia come, purtroppo, si tende a dire, oppure che, dove non spara, la mafia non opera. Probabilmente, dove non spara, la mafia riesce. Stiamo parlando di un'entità che, ormai, si è evoluta, così come la società che opera sui mercati internazionali, attraverso gli imprenditori. Lo vediamo periodicamente, attraverso le operazioni delle forze dell'ordine e della Magistratura che, fortunatamente, riescono a intervenire. Il problema è creare quegli anticorpi che consentano anche a realtà tendenzialmente sane di evitare o rendere almeno minimo l'impatto negativo della criminalità organizzata".

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