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Centri sterilità, la polemica contro lo speciale della RAI: "Infanga la fecondazione eterologa in Italia"

"I gameti sono controllati e tracciabili"

Riceviamo e pubblichiamo: 

In un periodo dovuto all'emergenza Covid, in cui il diritto costituzionale a fare un figlio è stato totalmente calpestato e dimenticato, un'inchiesta imprecisa e superficiale della trasmissione di RAI 3 "Report" sulla fecondazione eterologa in Italia trasmessa il 27 aprile scorso, getta fango e ulteriore paura sulle coppie italiane già martorizzate. 

"Il servizio sporca un trattamento, le tecniche eterologhe, festeggiato da tutti nel 2015, anno della liberalizzazione, come un atto di civiltà e di un diritto ritrovato dopo il suo divieto nel 2004 con la legge 40 - dichiara Alfonso Maria Irollo ginecologo specializzato in PMA direttore clinico di uno dei gruppi che in Italia esegue più tecniche eterologhe. 

Dal servizio emergerebbe in maniera fasulla, il mancato controllo delle donazioni da parte delle banche estere e dei centri iItaliani, quali ad esempio la possibilità di non controllare l'etnia delle donatrici, vedesi ad esempio il passaggio sulla possibilità di un reclutamento di ovociti da una donna Eritrea spacciata per spagnola. Tale affermazione è gravissima perché getta nel panico le coppie che hanno ottenuto un figlio con tale metodica o che sono in procinto di eseguire le tecniche. 

Attualmente tutte le banche ed i centri europei, italiani compresi, sono sottoposti a controlli e verifiche periodiche da parte delle Asl e di una sezione altamente qualificata e preparata del CNT (Centro Nazionale Trapianti). Ogni singola donazione - continua il medico - e’ corredata da un codice univoco che identifica l’atto e il momento della donazione, la donatrice e il centro estero in cui sono stati prelevati gli ovociti. A differenza di ciò che è emerso dall'indagine svolta e trasmessa ieri sera da Report, dei gameti donati si conoscono e sono conservati la anamnesi familiare, le indagini genetiche e infettivologiche della donatrice/donatore con tutte le sue caratteristiche somatiche.

Il tutto e’ conservato dai centri di fecondazione assistita identificati come Istituti dei tessuti e dal CNT che ricevono informazioni dettagliate su ogni singola importazione.

Il servizio di Report inoltre fa credere che l’assenza di donatrici in Italia sia legata all’assenza di un registro di donazioni, dimenticando che la causa è invece da imputare alla mancanza di cultura della donazione nella popolazione e che mendaci inchieste giornalistiche come quella a cui abbiamo assistito ieri sera, non fanno altro che peggiorare tale situazione. 

Sempre nella puntata, si parla senza cognizione di causa dei costi del servizio della donazione, dando la sensazione di uno sporco commercio (costi per altro non reali) omettendo che tali costi sono a copertura di visite mediche, esami ematici complessi, indagini ecografiche, farmaci ad alto costo e intervento chirurgico che le donatrici devono eseguire proprio per garantire, come la legge Italiana e le norme CEE prevedono, la qualità dei gameti donati - conclude Irollo.

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