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Parte la sperimentazione di Immuni: ecco come funziona

È possibile scaricare l’app Immuni per cercare di monitorare la presenza e la diffusione del Covid-19 nel nostro Paese

Da lunedì 8 giugno parte la sperimentazione di Immuni, l’app di tracciamento dei contatti. Nel suo primo giorno di avvio l'App si è piazzata al primo posto per numero di download superando TikTok, Whatsapp, Intagram, YouTube, Gmail.

Un successo secondo il Governo che ha registrato il plauso della ministra Pisano:«È stata apprezzata nella sua semplicità e i cittadini ne hanno capito l’utilità» ha dichiarato al Tg1 la ministra dell’Innovazione comunicando i 500 mila download.

Prima fase dell'App

Si partirà da una prima fase di test, che da lunedì 8 giugno, per circa una settimana, coinvolgerà Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia. Solo in queste regioni, in attesa del coinvolgimento di tutte le altre, sarà attiva la sperimentazione, con Immuni che sarà collegata al Sistema sanitario nazionale e con i servizi sanitari regionali che potranno gradualmente attivare le notifiche per l’utente. Nelle regioni non coinvolte nel trial, si può comunque già scaricare l’app, ma i servizi che offre non saranno ancora accessibili fino alla conclusione del periodo di prova. La sperimentazione in un numero limitato di regioni servirà per capire se questo sistema «tiene» dal punto di vista organizzativo e se le segnalazioni dell’app sono coerenti con la situazione sanitaria in zone in cui il numero di contagiati è basso ed è quindi più facile fare delle verifiche.

Come scaricarla e dove trovare tutte le informazioni 

Tutte le informazioni sono raccolte sul sito ufficiale, dove si trova anche il link che fa accedere ai negozi digitali. Ovviamente, come specificato sul sito, non tutti i dispositivi sono supportati. Per l’iPhone l’app ha bisogno della versione del sistema operativo iOS 13.5, quindi è probabile che molti dovranno aggiornale il software del proprio telefono. Per i dispositivi Android, bisogna avere almeno la versione 6 del sistema operativo e Google Play Service versione 20.18.13. I tecnici stanno lavorando per permettere di scaricare Immuni anche da AppGallery, che tra qualche giorno consentirà agli utenti di alcuni modelli di smartphone Huawei di usarla. 

Come funzionerà? 

Dopo averla scaricata, aver dichiarato di avere almeno 14 anni e aver inserito la Regione e la Provincia di domicilio, non si dovrà fare più nulla. Tramite il Bluetooth, l’app registra autonomamente gli incontri e non la posizione (su Android viene chiesto di attivare il Gps, ma l’app non accede lo stesso ai dati di posizione). Se un utente — prendiamone uno ipotetico: Marco — risulta positivo a un tampone, e ha la app, potrà dare agli operatori sanitari che gli comunicheranno la positività il codice generato dalla app. (Lo si trova nella sezione «Impostazioni» della app, sotto la cartella «Caricamento dati»). Quel codice di 10 caratteri alfanumerici sbloccherà l’invio da parte dello smartphone di Marco al server centrale della lista dei codici corrispondenti ai suoi incontri con le altre persone. In questo modo tutti i cellulari degli utenti che nei 14 giorni precedenti si sono imbattuti in Marco, stando a meno di due metri di distanza da lui per almeno 15 minuti, riceveranno una notifica, che consiglierà a chi la riceve di consultare le autorità sanitarie.

Ok anche dal garante della privacy 

 Ieri è arrivato l’ok del Garante per la privacy con un provvedimento che chiede trasparenza sul trattamento dei dati a fini statistico-epidemiologici e chiarezza sul fatto che le notifiche potrebbero non corrispondere a un rischio effettivo e sulla conservazione degli indirizzi Ip degli smartphone.

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