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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Gli architetti irpini promuovono una riflessione sull’architettura del Novecento in Italia

E' iniziato oggi il ciclo di cinque incontri dal titolo "L’architettura del Novecento in cinque città italiane"

E’ iniziato oggi, attraverso la piattaforma gotowebinar, il ciclo di cinque incontri dal titolo “L’architettura del Novecento in cinque città italiane”. Bologna è la prima città ad essere stata trattata dal punto di vista storico e compositivo, attraverso documenti e disegni di archivio dell’architetto Giuseppe Vaccaro. I prossimi incontri riguarderanno: l’11 febbraio Roma con le opere di Marcello Piacentini, a seguire Napoli il 25 febbraio con le opere dell’architetto Stefania Filo Speziale, l’11 marzo Torino con i progetti di Carlo Mollino e a chiusura il 25 marzo Avellino con un incontro dedicato alle opere dell’architetto Francesco Fariello che hanno lasciato un segno nel paesaggio urbano della città. Gli eventi sono curati da Lorenzo Fecchio docente di storia dell’architettura contemporanea all’Università di Genova, con la collaborazione del consigliere dell’ordine irpino Giuseppe Nardiello. Sono intervenuti Erminio Petecca, presidente dell’ordine irpino, Eleonora Dionisio, vice presidente dell’ordine, ha relazionato Sofia Nannini, assegnista di ricerca presso il dipartimento di Architettura dell'università di Bologna sul protagonista della giornata di studio, l’architetto Giuseppe Vaccaro, un grande dell’architettura del ‘900, illustrando nello specifico, con molti elementi di dettaglio lo studio per la realizzazione di due importanti opere: la facoltà di Ingegneria e la chiesa di San Giovanni Bosco.

Secondo Lorenzo Fecchio l’iniziativa nata per caso nel periodo della pandemia, in cui online venivano effettuate le lezioni agli studenti, si è trasformata in un vero progetto culturale che consiste nel mostrare gli archivi degli studi professionali dei grandi maestri dell’architettura dello scorso secolo ad un pubblico vasto. Archivi storici che a volte vengono anche donati agli Enti pubblici e meritano di essere inventariati per poter essere conosciuti. Durante il ciclo di lezioni verranno affrontati due edifici di valore architettonico che riempiono le nostre città, ma a volte sconosciuti ai piu’, realizzati nel ventennio fascista il primo e nel dopoguerra il secondo.

Siamo Soddisfatti di questo primo incontro -dichiara Eleonora Dionisio - che ha visto la partecipazione e l'interesse di numerosi colleghi. Tutti hanno apprezzato l'esposizione dettagliata delle opere architettoniche che ha trattato il relatore Sofia Nannini dell'Università degli Studi di Bologna

Questo importante incontro culturale dei nostri iscritti si inserisce in un momento storico molto delicato per la professione, che crea uno stato di amarezza per tutta la filiera dell’edilizia per il rincorrersi di continue modifiche, operate dagli organi governativi, delle regole che disciplinano il Superbonus 110%, che pur rappresentando un importante volano per il PIL della nazione viene ostacolato. Il ciclo di lezioni si occuperà invece del bello, dell’architettura del novecento in Italia, sarà un momento culturale che ci riporta alle origini della professione, lo studio, la riflessione”. Lo ha dichiarato il presidente Erminio Petecca.

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