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L'ordinanza di Speranza oggi: le otto regioni verso la zona rossa e arancione

Il 5 marzo l'atto del ministro sul cambio di colore dei territori: le ipotesi in campo

Oggi, 5 marzo, dopo il report #42 del monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità e la riunione della Cabina di Regia Benessere Italia, il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà l'ordinanza che porterà in zona arancione e rossa almeno cinque regioni italiane (ma quelle a rischio sono dieci) e che entrerà in vigore a partire da lunedì 8 marzo. Ma intanto il governo, sulla scorta della ripresa dei contagi e della Terza Ondata dell'epidemia di coronavirus ormai cominciata, si prepara anche a varare nuove restrizioni entro 15 giorni nel caso che i numeri continuassero a peggiorare. Nel mirino ci sono Pasqua e Pasquetta: per le feste il governo potrebbe varare la zona rossa in tutta Italia. 

L'ordinanza di Speranza oggi: le otto regioni verso la zona rossa e arancione e le ipotesi del coprifuoco anticipato e dello stop alle visite agli amici

L'ordinanza di Speranza oggi dovrebbe stringere le misure sulla Lombardia, che ha proclamato dalla mezzanotte di oggi la zona arancione scuro e nel frattempo ha registrato 5mila tamponi positivi in 24 ore: per la regione amministrata da Attilio Fontana si profila la zona rossa, ma in bilico ci sono anche Campania, Emilia-Romagna e Abruzzo, che potrebbero diventare rosse e andare così ad aggiungersi a Basilicata e Molise. Verso la zona arancione vanno Calabria, Friuli-Venezia Giulia e Veneto mentre in bilico c'è il Lazio. Nelle Marche intanto diventa zona rossa Macerata dopo Ancona. Attualmente, In base alle ordinanze del Ministro della Salute del 27 febbraio 2021, sono attualmente ricomprese:

in zona bianca: Sardegna;

in zona gialla: Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto;   

in zona arancione: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria;

in zona rossa: Basilicata, Molise. 

L'esecutivo, che da aprile potrebbe abbandonare lo strumento del dpcm e varare un decreto legge per le misure anti contagio, intende intanto valutare l'efficacia del decreto ministeriale firmato martedì, a partire dallo stop alle lezioni nelle aree a più alto contagio, i cui effetti si vedranno non prima di una settimana-dieci giorni.

Le ipotesi 

Secondo Repubblica l'ordinanza di Speranza oggi potrebbe mandare Campania e Abruzzo a raggiungere in rosso Basilicata e Molise e tingere quasi interamente d’arancione il nord Italia con Veneto e Friuli-Venezia Giulia che si aggiungono a Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna (che quindi rimarrebbe arancione) e Toscana. In zona gialla al nord rimarrebbero soltanto Valle d’Aosta e Liguria. Anche secondo Repubblica dovrebbe resistere in giallo il Lazio, con Rt appena sotto 1, mentre al sud rischiano il passaggio in arancione Puglia e Calabria. In giallo anche la Sicilia mentre la zona bianca è confermata per la Sardegna. Il Messaggero scrive che la Campania va verso la zona rossa ma rischiano anche Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Trento e Bolzano mentre i numeri sono in peggioramento anche in Molise e Basilicata. In bilico Piemonte, Toscana, Puglia, Abruzzo e Umbria mentre vanno un po' meglio Veneto, Lazio, Calabria e Valle d'Aosta oltre alla Sardegna zona bianca.

Il bollettino

Il bollettino della Protezione Civile di ieri ha contato quasi 23mila casi dopo i 20mila di mercoledì ma con meno tamponi e quindi un indice di positività in crescita dal 5,8 al 6,73%. Secondo la Fondazione Gimbe il ritmo di crescita dei casi ha raggiunto il 30% settimanale. Il fisico Giorgio Parisi, presidente dell’Accademia dei lincei, dice al quotidiano che i numeri sono compatibili con l'arrivo della terza ondata: "Siamo in una situazione di crescita esponenziale lenta. La prima ondata raddoppiava ogni tre giorni perché non erano state adottate misure, nella seconda il tempo di raddoppio era una settimana e adesso è di circa 15 giorni. Stiamo arrivando a una media di circa 20.000 casi al giorno, fra 15 giorni potrebbero diventare 40.000: una situazione difficilmente sopportabile dagli ospedali". Le vittime sono ancora 339, ma a preoccupare sono i 232 ingressi in terapia intensiva - il secondo dato più alto da quando si calcolano, a inizio dicembre - e i 394 ricoveri in più nei reparti ordinari. Solo Basilicata e Valle d'Aosta non annotano nuovi pazienti in rianimazione nell'ultima giornata, la Lombardia ne ha invece ben 56. Il monitoraggio delle varianti resta costante e il governo concentra la sua attenzione - con riunioni in programma già nei prossimi giorni - in particolare sulla scuola, dove nelle ultime settimane sono esplosi i casi, e sui trasporti, da sempre possibile luogo di contagio.

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