rotate-mobile
Lunedì, 17 Giugno 2024
Attualità

Omaggio ad Alfonso Cipollini, l'artista irpino che ha lasciato un'impronta indelebile

L'augurio di Salvatore Pignataro: "Esposizione dedicata a Guardia dei Lombardi per ricordare la straordinaria arte e il legame profondo di Alfonso Cipollini con la sua terra"

Salvatore Pignataro: "Provo emozione e piacere nel ricordare l'artista Alfonso Cipollini, amico di famiglia. Ben venga che un artista così importante possa essere ricordato in Irpinia. Il mio augurio è che presto anche a Guardia Lombardi possa essere ricordato con una mostra o con un'iniziativa istituzionale".

"L'artista è colui che dona con passione e con il cuore il suo talento agli altri". Questo è stato per me Alfonso Cipollini, in arte "Irpino". La scelta del nome non è casuale, ma è strettamente legato alla sua terra d'origine. Credo tuttavia che per delineare il suo profilo, sia necessario approfondire e conoscere i tratti salienti della sua storia. Dopo essere nato a Vallata, si trasferì a Roma dove poté affinare il suo talento di incisore e pittore grazie all'insegnamento di alcuni grandi maestri della capitale. Presto, si unì in matrimonio con Filomena Cardillo, conosciuta come "Menina", e trasmise fin da subito la passione per l'arte, in particolare per la scultura, a suo figlio Nino, noto come "Pollini". Alfonso Cipollini fu un protagonista attivo nella scena culturale romana dagli anni '60 agli anni '90 e presto fu definito uno dei maggiori scultori del XX secolo. Nel corso della sua carriera ricevette premi e apprezzamenti dai più importanti critici d'arte. Tra i momenti più significativi della sua carriera si annovera la prima rassegna internazionale, tenutasi nel 1997 con la partecipazione dell'Ambasciata di Spagna a Roma, che favorì uno scambio culturale tra artisti spagnoli e italiani. In una seconda rassegna internazionale, nel 1998, si confrontò con artisti tedeschi e italiani in collaborazione con l'Ambasciata della Repubblica Federale di Germania. Recentemente, "Irpino" è stato riconosciuto come un grande incisore, un maestro della tecnica della "punta secca" che raffigurava donne, forme e animali. I suoi quadri, inoltre, si distinguono per i colori vivaci che trasmettono un'espressività unica e particolare.

"Ricordo con piacere l'artista Alfonso Cipollini: avevo circa vent'anni e aspettavo con gioia i mesi estivi quando veniva a Guardia durante i fine settimana. Era molto amico di mio padre e raccontava che alcuni dei suoi quadri spesso trovavano ispirazione proprio nel paese, grazie alla bellezza paesaggistica di Guardia e Vallata. Cipollini, oltre ad essere un grande artista, era anche un buongustaio e amava la sua terra. Spesso i miei genitori lo ospitavano a pranzo, a patto che i piatti fossero rigorosamente tipici di Guardia. Durante questi pasti, chiedevo molte cose sulla pittura e sul genere dei suoi quadri. Ero affascinato dai suoi schizzi, dalle rappresentazioni di animali e dalle metamorfosi disegnate, profonde, curiose e geniali. Osservando alcuni dei suoi disegni, chiesi il motivo per cui combinava animali, uomini, donne e fiori in un singolare mix di metamorfosi. Mi rispose che i disegni rappresentano ciò che uno pensa in quel particolare momento. Quando veniva a casa, raccontavo ai miei compagni di scuola (Vito Valvano, Sandro Garofalo, Angelo dei Pietro, ecc.) le sue storie e i suoi consigli. Molto spesso, durante la pausa ricreativa, prendevo un foglio e iniziavo a disegnare teste di uccelli, personaggi e fiori. Dicevo ai miei compagni di scuola: "Guardate, questo è lo stile di Alfonso Cipollini". Ma oltre a ciò, ricordo quando giocava a "passatella" al Bar Arace o a carte con Gaetano Cipriano (Sbroglia Paglia), Lucio Luongo (Ciambotta) e Franco Morano (Francuccio). Un pomeriggio, durante un pranzo in una casa di campagna di Lucio Luongo, creò un quadro bellissimo. Mi disse che l'ispirazione gli venne sul momento grazie al luogo suggestivo e al fatto di stare bene con alcuni dei suoi cari amici, che lo osservavano con grande curiosità mentre disegnava. Qualche anno prima della sua morte, dipinse un quadro esposto nella ex sala consiliare di Via Roma, raffigurante i monumenti più importanti del paese e la statua del protettore San Leone. Fu un gesto di grande generosità artistica e di attaccamento alla sua Guardia Lombardi. Successivamente, affrontò la malattia che, in soli pochi mesi, lo portò via definitivamente a Roma, dove, all'età di soli 69 anni, lasciò questa vita terrena. A causa del suo forte legame con la comunità di Guardia Lombardi e con i suoi numerosi amici, ritengo che sia necessario ricordare il nostro illustre "Irpino" con un'iniziativa o una mostra (come è stato fatto a Vallata). Un grande apprezzamento va all'Associazione culturale "Arte di San Lorenzo" di Roma, che ha organizzato insieme agli amici di Vallata e alle istituzioni locali una rassegna di 20 opere dagli anni '70 agli anni '90 intitolata "Metamorfosi di un artista" presso il complesso parrocchiale San Bartolomeo Chiesa S. Maria Stella a partire dall'8 agosto 2023. Merito di tale iniziativa va naturalmente anche a Nino Cipollini, figlio di Alfonso, che ha ereditato l'arte paterna, così come la gentilezza, l'intelligenza e l'eleganza di entrambi i genitori, che i guardiesi ricorderanno sempre con affetto e stima proprio perché non hanno mai interrotto il loro legame con gli amici e la terra d'origine.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Omaggio ad Alfonso Cipollini, l'artista irpino che ha lasciato un'impronta indelebile

AvellinoToday è in caricamento