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Nuovo Dpcm: a Natale tavoli separati per nonni e nipoti

Il Governo continua a lavorare al testo del nuovo provvedimento

Il percorso verso il nuovo Dpcm 3 dicembre con le regole di Natale 2020 - e il divieto di spostamento tra regioni che entrerà in vigore entro il 20 - è tracciato. Oggi i ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari Regionali Francesco Boccia discuteranno del decreto ministeriale in vigore dal 4 dicembre con i presidenti di Regione, domani Speranza lo illustrerà alle Camere e nelle ore successive il presidente del Consiglio Giuseppe Conte limerà gli ultimi dettagli della bozza prima di firmarlo e di dare l'ok alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Mentre sulle messe interviene l'Europa. 

Nuovo Dpcm 3 dicembre: le deroghe per le famiglie a Natale 2020 e i tavoli separati per nonni e nipoti

Sembra anche ormai definito lo scherma di norme e regole a cui il governo si atterrà per Natale e Capodanno 2020, mentre sul lato delle deroghe si registrano aperture dai tecnici al ricongiungimento familiare tra congiunti, coniugi e parenti stretti (senza per ora toccare il tema dei fidanzati fuori regioni). E ieri sera è spuntata l'ipotesi che siano i prefetti a coordinare l'organizzazione dei trasporti per la riapertura delle scuole, prevista ad oggi per il 7 gennaio. Ancora non ci sono certezze sulle seconde case, ma nel Dpcm si scriverà che lo spostamento tra una regione e l'altra è vietato a partire dal 18, dal 19 o dal 20 dicembre (e quindi chi vorrà spostarsi, nei limiti dell'attuale sistema, dovrà farlo una settimana prima delle feste) fino al 6 gennaio (c'è chi pronostica il 10) mentre chi tornerà dall'estero dovrà osservare un periodo di quarantena di due settimane.

Rimane sul tavolo attualmente il "problema" del cenone e del veglione, nel senso che Conte è consapevole di non poter vietare di riunirsi nelle abitazioni private anche perché sarebbe impossibile controllare ma il governo vuole comunque vietare le feste al chiuso di usare la formula del "fortemente raccomandato" comparsa nei Dpcm di ottobre e novembre per convincere gli italiani a non ricevere persone diverse dai conviventi. C'è però da registrare un'inaspettata apertura sul fronte delle deroghe per anziani soli, coniugi, partner e conviventi (i cosiddetti congiunti o affetti stabili). Anche se il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ieri ha detto che "bisogna varare norme chiare, che non si prestino ad equivoci o interpretazioni personali".

A spiegare, un po' a sorpresa, quali saranno i consigli del Comitato Tecnico Scientifico da inserire nelle norme e le raccomandazioni nel nuovo Dpcm 3 dicembre è infatti oggi Fabio Ciciliano, dirigente medico della Polizia di Stato e membro del Cts, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera nella quale ha affrontato l'argomento più scottante, ovvero quello delle deroghe: "Se metto da parte per un momento l’aspetto squisitamente tecnico, penso alle famiglie spaccate dalla distanza dei figli lontani per motivi di lavoro o di studio come possano vivere da sole proprio il periodo natalizio che magari è l’unico momento dell’anno che hanno per incontrarsi. Oppure ai nostri vecchi, i genitori che vivono da soli tutto l’anno per non gravare sulle famiglie e si ritroveranno così anche a Natale. Contemperare questi aspetti è arduo, ma non impossibile. Sono convinto che alla fine si troverà la quadra". E quindi ecco l'anticipazione del "consiglio" che il Cts darà al governo: 

  • permettere una deroga al divieto di spostamento ai figli che sono lontani dai genitori per motivi di lavoro e studio per consentire loro di trascorrere le festività con la famiglia;
  • contemperare una deroga al divieto di spostamento anche agli anziani che vivono lontani dai figli e dai nipoti;

Ciciliano aggiunge anche che il ricongiungimento familiare dovrà seguire regole specifiche per i momenti di convivialità: "Indossiamo sempre la mascherina quando non si mangia. Teniamo i bambini in tavoli separati dagli anziani".

Nuovo Dpcm 3 dicembre: le regole per il Cenone e l'apertura sui parenti di primo grado (coniugi, partner e conviventi)

Va detto che quanto affermato da Ciciliano è in contraddizione con la stretta annunciata sabato mattina, visto che l'orientamento dell'esecutivo appena tre giorni fa era quello di vietare le deroghe a nonni, genitori e nipoti se non in casi eccezionali. E all'epoca si scrisse che la decisione del governo era arrivata dopo aver visionato un documento del Cts sui pericoli del Cenone e del Veglione per il contagio. La Stampa oggi scrive in un retroscena che gli sforzi per una mediazione sul fronte del ricongiungimento familiare si stanno concentrando sulla formula "parenti di primo grado" (genitori e figli, chiosa il quotidiano) e su una deroga da concedere a partire dal 20 dicembre e fino al 7 gennaio, consentendo loro di spostarsi. In cambio, però, l'ala "rigorista" del governo sta ragionando attorno alla possibilità di vietare anche nelle zone gialle gli spostamenti al di fuori del proprio comune. 

Per Repubblica invece la posizione del governo è sempre la stessa: niente deroghe se non quella (ancora tutta da studiare) di evitare che un anziano solo sia costretto a trascorrere le feste senza poter essere raggiunto almeno da un familiare o da una persona cara che abita altrove. Il coprifuoco resterà comunque confermato dalle 22 alle 6 e il quotidiano aggiunge anche una guida ai divieti di Natale 2020: 

  • Il tetto al numero di ospiti non può essere fissato per legge perché l’articolo 14 della Costituzione prevede l’inviolabilità del proprio domicilio. Dunque nessun controllo può essere disposto per verificare il numero di presenti in una privata abitazione e, dunque, il numero ridotto di ospiti a casa può solo essere raccomandato; 
  • non si può imporre a un cittadino chi ricevere in casa propria; nessuno può proibire a una persona sola di invitare un amico; possono essere vietate le feste ma i controlli, su denuncia o richiesta di qualcuno, sono consentiti quando ci sia il ragionevole sospetto che si stia commettendo un reato.

Per quanto riguarda le seconde case, i governatori che spingono per consentire i trasferimenti in chalet e ville trovano una sponda anche all’interno del governo dove il premier Conte e una parte del M5S vorrebbero concedere alle famiglie di potersi recare nelle abitazioni. Se passerà la linea dura lo si potrà fare solo prima del 19 dicembre, ovviamente da e per regioni gialle che a quella data dovrebbero essere quasi tutte. Sulle messe invece è polemica sulle linee guida della commissione Ue: il governo d’Europa chiede agli Stati membri di "non permettere la celebrazione delle messe" e "considerare di evitare cerimonie religiose con grossi assembramenti, sostituendole con iniziative online, in tv, o alla radio".

Intanto ieri, subito dopo l'incontro con il premier, i presidenti di Regione sono andati all'attacco del governo enunciando una piattaforma politica di richieste che sembra contraddire dalla prima all'ultima riga le intenzioni del governo riguardo il Dpcm 3 dicembre: "Chiederemo al governo di consentire gli spostamenti interregionali. Siccome l'impostazione di base è quella che ha voluto dare il ministro Speranza di zonizzazione, dove ci sono divieti e concessioni a seconda delle aree di rischio, ovviamente nelle regioni rosse non ci si potrà spostare, nelle regioni gialle lo si potrà fare. Questo è il principio base a cui ci dobbiamo attenere", ha esordito il governatore della Liguria Giovanni Toti, che poi ha proposto le "zone bianche" senza restrizioni. 

Quasi tutti i governatori, ha fatto sapere Toti, hanno chiesto poi di accorciare i tempi di passaggio nell'attribuzione delle zone alle regioni (visto che attualmente occorrono 21 giorni) e hanno sottolineato di ritenere il principio del divieto di assembramento come un cardine del prossimo Dpcm perché "risulta poco convincente che in alcune attività si possa creare anche un involontario assembramento, come nelle vie dello shopping, mentre allo stesso tempo si vietano attività che magari ne provocano meno". Qui la stilettata all'esecutivo è sottesa e indirizzata al ministero dell'Interno, visto che sono la polizia e i sindaci attualmente a dover garantire che il divieto di assembramento venga rispettato.

Infine, nel documento condiviso dei governatori in vista del nuovo Dpcm si chiede di "valutare l'apertura degli impianti da sci per chi pernotta almeno una notte nelle strutture ricettive o a chi ha in affitto o possiede una seconda casa, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza. In subordine, si chiede la valutazione di una chiusura dei confini nazionali, ristori certi in percentuale del fatturato dello stesso periodo dell'anno scorso (alta stagione), nonché certezza sulla data e sulle condizioni di apertura degli impianti". La chiusura dei confini nazionali, come del resto il rispetto del divieto di assembramento, compete al governo. Le Regioni hanno anche chiesto di aprire i ristoranti alle 23. Anche in questo è difficile che vengano accontentate. 

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