Emergenza Coronavirus, coprifuoco e zone rosse: ecco la bozza del Dpcm 3 novembre

C'è il coprifuoco dalle 22 alle 5 e i divieti di spostamenti tra regioni con scenario di rischio alto

Mentre è stata sospesa la riunione tra Giuseppe Conte e i capodelegazione e alle 17 è cominciata quella con le Regioni, ecco la bozza del Dpcm 3 novembre nella quale il coprifuoco è indicato nelle ore 22.

La bozza del Dpcm 3 novembre

 "Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l'arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi", si legge nella bozza.

Le misure saranno valide fino al 3 dicembre, la data di partenza è del 5 novembre: questo fa pensare che l'approvazione possa essere rinviata al 4: "Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 5 novembre 2020, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 3 dicembre 2020". La bozza dice che nei territori con scenario di rischio alto:

  • a) è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al comma 1, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. 
  • b) È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità
  • c) sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettai i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. 

Le misure saranno valide fino al 3 dicembre, la data di partenza è del 5 novembre: questo fa pensare che l'approvazione possa essere rinviata al 4: "Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 5 novembre 2020, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 3 dicembre 2020".

In più c'è una limitazione per piazze e strade: "Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private". Nelle zone rosse la Pubblica Amministrazione è in presenza solo se ci sono attività indifferibili. 

La bozza del Dpcm 3 novembre: coprifuoco alle 22 e smart working

Nella bozza è prevista la Didattica a Distanza al 100% per le scuole secondarie: "Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica" in modo che "il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata". C'è però un'eccezione: "Resta salva  la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l'uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti convolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata, in modo che sia garantita una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione". La scuola primaria e dell'infanza continua a svolgersi in presenza. La bozza prevede una capienza del 50% sui mezzi pubblici ma sono esclusi gli scuolabus. Si cita lo smart working:

3. Le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, assicurano le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione, garantendo almeno la percentuale di cui all’articolo 263, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77. 3 bis) Nelle pubbliche amministrazioni, tenuto conto dell’evolversi della situazione epidemiologica, ciascun dirigente:
a) organizza il proprio ufficio assicurando, su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale, lo svolgimento del lavoro agile nella percentuale più elevata possibile, e comunque in misura non inferiore a quella prevista dalla legge, del personale preposto alle attività che possono essere svolte secondo tale modalità, compatibilmente con le potenzialità organizzative e l’effettività del servizio erogato;
b) adotta nei confronti dei dipendenti di cui all’articolo 21-bis, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, nonché di norma nei confronti dei lavoratori fragili, ogni soluzione utile ad assicurare lo svolgimento di attività in modalità agile anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento come definite dai contratti collettivi vigenti, e lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale;

La bozza del Dpcm 3 novembre prevede poi che nelle aree ad alto rischio che ricadono negli scenari 3 e 4 indicati nel documento dell'Iss - quelle caratterizzate da uno scenario di 'elevata gravità e quelle nelle quali ci sono situazioni di  massima gravità - "è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori". Il provvedimento - che sarà adottato con ordinanze del ministro della Salute - può riguardare intere "regioni o parti di esse". Nelle aree con scenario 4 sono vietati anche gli spostamenti "all'interno dei medesimi territori". C'è anche lo stop alle crociere. 

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