Domenica, 19 Settembre 2021
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Movida, Avellino in Azione contro Festa: "Continua in questo atteggiamento da Re Alboino"

La nota: "L'episodio accaduto a Via De Conciliis è solo l'apice di un dramma che da anni la città vive"

Di seguito, riportiamo la nota di "Avellino in Azione" sugli episodi che hanno visto coinvolto il sindaco Gianluca Festa.

Avellino in Azione: "Lo spettacolo indecoroso è solo l'apice di un dramma"

Lo spettacolo di sabato sera in via De Conciliis e la caciara nazionale che ne è seguita ci restituiscono la dimensione del livello culturale e politico in cui è piombata la città. Le ragioni vengono da lontano e lo spettacolo squallido cui abbiamo assistito è solo l’apice del dramma che da decenni vive la nostra comunità, vale a dire il vuoto di una classe dirigente colta e politicamente preparata. L’errore enorme che ha compiuto Festa è stato non solo quello di non scusarsi, ma quello di aver dato l’occasione a tanti galli di strillare in maniera sguaiata, calpestando le ceneri e l’immondizia che hanno concorso a creare.

Si tratta della stessa nomenclatura che per decenni questa città l’ha stuprata diffondendo il virus del perbenismo di facciata, utile a celare un diffuso clima di corrutela morale; della stessa nomenclatura che ha creato le condizioni perché quei ragazzi di Via De Conciliis si prestassero ad essere prima strumentalizzati e poi bollati come “ubriaconi molesti”.

Sotto questo punto di vista Festa e la sua opposizione rappresentano le due facce della stessa medaglia; quella di una città che a quei ragazzi non offre le occasioni giuste per scegliere come trascorrere responsabilmente un sabato sera. Quella di una politica che non investe sulla cultura dello stare insieme, che riduce le strutture pubbliche a strumenti di perenne scambio elettorale, che usa le istituzioni comunali quali occasione per costruire carriere di basso profilo ed elargire prebende ai soliti noti.

Quella di una politica che agli slanci di una prospettiva alta di sviluppo, preferisce la comodità dello scempio delle opere pubbliche, delle lottizzazioni edilizie su cui alcuni professionisti hanno costruito e costruiscono le proprie fortune elettorali. Festa paga il prezzo di queste scelte, rispetto alle quali non ha avuto il coraggio di attuare la promessa inversione di tendenza; basti pensare allo stato in cui versano le politiche sociali, al settore delle politiche abitative, alla vita amministrativa ridotta ad inseguire il contingente senza preoccuparsi di guardare al futuro. Ed in questo Festa ha trovato valida sponda nella decina di assessori, consulenti, incaricati, amici ed amiche che pure hanno presentato il conto del loro appoggio elettorale.

E continua a barcamenarsi in questo atteggiamento da Re Alboino che non giova alla città, che, invece, necessita di una prospettiva non calcata solo sul “qui ed ora” e sulle avventure dei tanti bertoldini avellinesi. In queste condizioni lo stesso Festa, preda di un certo delirio di onnipotenza, finisce per aprire la strada alle logiche del vecchio sistema. Avellino merita maggiore rispetto, merita di essere agli onori della cronaca per le proposte, per gli spazi gestiti in maniera efficace ed efficiente, per l’esaltazione della cultura della bellezza, e per la possibilità di essere centro strategico della intera Provincia.

Così non va ed alla nostra comunità si deve molto di più di grida isteriche. Il disappunto è un momento di crisi e si lega agli eventi contingenti, poi bisogna capire l’errore e porre rimedio prima che la burrasca travolga tutto. Si può decidere di essere migliori di quello che si è, ma con senso di responsabilità, senza urlare, e, soprattutto, prendendo coscienza che il problema non è il semplice sabato sera della movida, ma che quell’evento rappresenta molto altro. Ce lo chiede la città, ce lo chiede la difficoltà quotidiana e ce lo chiede il buon senso. Ce lo chiedono le giovani generazioni che si allontanano sempre più da questo modo di fare la politica.

Festa smetta di vivere in un mondo tutto suo, smetta di giocare una partita a scacchi finalizzata alla gestione per la gestione, si emancipi dalle prossime scadenze elettorali e scenda dal Cavallo prima di essere disarcionato in malo modo.

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