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Movida ad Avellino: "Io, residente, vi dico che il centro storico non è il Bronx"

"Mi associo piuttosto all'invito del vescovo di saper leggere cosa c'è dietro il disagio anche di un solo ragazzo"

"Dimentichiamo che c'era una volta, circa 10 anni fa, un centro storico fantasma... E ora il Bronx?" è quanto afferma la signora Caterina Caringi, residente nel centro storico di Avellino. La lettrice c'ha inviato una nota che pubblichiamo integralmente: "Mentre sono in vacanza al mare leggo casualmente un articolo del quartiere in cui vivo da 10 anni con marito e figli, un quartiere di Avellino bellissimo che investe tutta la Collina della Terra. Con dolore apprendo di una presunta aggressione ai danni di due residenti finita con l'intervento della polizia che non ha colto chi si è dileguato...e poi "ABITANTI ESASPERATI DA GRUPPI DI TEPPISTI:SITUAZIONE FUORI CONTROLLO... SI AGGIUNGE PERICOLOSITA' PER CHI ABITA AL CENTRO STORICO" . Mi sembra di sognare...
Nei pressi della Torre dell'orologio e a pochi passi da Piazza Duomo ci vivo, fortunatamente non da sola, tranquillamente apro e chiudo il portone di casa, tranquillamente esco a fare la spesa, tranquillamente accompagno i bimbi a scuola e vado al lavoro, tranquillamente faccio un giro in bici con i bimbi, tranquillamente si porta a passeggio il cane e si conversa con amici e residenti, tranquillamente ai rintocchi della campana si va  a messa,  tranquillamente si fa un girotondo e si canta  in piazza con gli amici dell'ACR, tranquillamente si partecipa a "Pompieropoli" o si va nella piazzetta del circolo, tranquillamente si esce di sera in pizzeria e nei locali limitrofi cenando a lume di candela ai piedi della Dogana, tranquillamente con famiglia a seguito si rincasa senza ricevere aggressioni o subire furti, tranquillamente ti risvegli con lo spazzino che passa e la macchina spazzatrice che lo ripulisce, tranquillamente lo si vive insieme a tutti coloro che dalla mattina alla sera  a piedi si incontrano e si salutano sorridendo".

"Oggi, merito dell'amministrazione comunale, la Collina della Terra è vita, prima della zona a traffico limitato una terra desolata di nessuno, vicoli non riqualificati dai lavori urbani con le pluviali scoperte e problemi fognari, una piazza Duomo con la zona archeologica  transennata, un enorme e abbandonato parcheggio prossimo al centro, la scalinata della Torre un angolo deserto per fare altro.. . Da giugno è ripresa la movida estiva,  i locali, la musica (spenta a mezzanotte) e la folla. Dopo anni tremendi di isolamento ho visto le scale dell'orologio e le vie brulicare di ragazzi, seduti, si condividendo un bicchiere, ma a conversare , sotto le mie balconate, a commentare i voti presi a scuola, a scambiarsi opinioni sul futuro e sul mondo e a prendersi in giro anche goliardicamente. Tra questi solo qualcuno, a tarda notte vagava in stato alterato... Nessun teppista, nessuna banda di teppisti! In un quartiere dormitorio anche il vociare sottocasa ha fatto nascere ronde non autorizzate di cittadini che dalle proprie macchine parcheggiate sulla rampa di accesso al principale monumento cittadino "puntavano" i ragazzi seduti sulle scale e più volte hanno inveito contro di loro apostrofandoli in tutti i modi : plebei, merd., andatevene sotto casa vostra!
Fin qua la classica storia di una guerra tra chi vuole dormire e chi  si vuole divertire.
La verità sta perciò nel mezzo.  Chi è pericoloso e  per chi? Cosa si può ottenere urlando contro e offendendo i giovani? Quale diritto difendere attraverso questa intolleranza?"

"Mi associo piuttosto all'invito del vescovo di saper leggere cosa c'è dietro il disagio anche di un solo ragazzo che potrebbe essere mio figlio, un disagio che non si imbavaglia semplicemente con le luci di una pattuglia di polizia. Controllo dunque ma umanità. Il nostro vescovo ci invita " a mettere in atto strategie comuni di bene", ad insegnare ad esserci insieme agli altri nella vita per sconfiggere quel senso di noia che si prova pur essendo pieni di tanto e di tutto, la via è sicuramente quella della pace e del rispetto non quella delle barricate. Atteniamoci  a questo disagio che spinge giovani e meno giovani a comportamenti illogici, denunciamo ma poi per favore mettiamoci all'opera, viviamoci nel nostro quartiere e nella nostra città che non è un bronx!"

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