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Montoro Democratica: “Sfrattata la Biblioteca Comunale per dare posto ad un'associazione privata”

"Le associazioni vanno considerate, ma non privilegiate, specie se questo avviene a danno di presidi istituzionali pubblici"

La cultura nel nostro Comune da decenni ha trovato stimoli e momenti di evoluzione nelle tante iniziative poste in essere, sia da parte delle Amministrazioni Comunali che da parte di Associazioni presenti e operanti sul territorio. Fare cultura vuol dire vivere la realtà, comprenderla nella sua natura, interpretarla nel migliore dei modi, saper guardare avanti e immaginare una prospettiva di crescita consapevole, di evoluzione, di arricchimento umano e solidale, mantenendo ben saldo il proprio agire nella sua storia, nelle sue tradizioni e nella sua origine. Fulcro di tante iniziative è stata la biblioteca comunale. Nell’ex Comune di Montoro Inf. nacque negli anni 90 e si consolidò per le tante iniziative comunali e per l’impegno volontario di tante persone, che l’hanno sempre frequentata con passione e spirito di servizio. È stata luogo di incontri culturali, di confronti e di approfondimento su tanti temi della società e della vita della Comunità. Potremmo dire che i tanti dibattiti hanno accompagnato nel tempo la trasformazione sociale che abbiamo vissuto. Si è parlato dei giovani, del loro futuro, di politica, di emancipazione, di letteratura, di poesia, di riflessioni sulla storia anche recente del nostro Paese e dei suoi personaggi illustri e meno noti. Abbiamo dato voce ai tanti cittadini che erano fuori dal contesto sociale e che non godevano della giusta considerazione, che va prestata a chi ha maggiori difficoltà. Si sono fatti avvicinare alla vita sociale tante persone ritenute problematiche. Sono stati momenti bellissimi che segnano tutto questo arco di tempo fino ai giorni d oggi. Forse si potrebbe pensare a realizzare un cortometraggio. Sarebbe utile alla nostra storia. Con la fusione di Montoro si è continuato in questa forte azione d impulso culturale. La Scuola è stata artefice di grandi e significative iniziative sul nostro territorio, come pure la progettualità messa in campo dal Comune è stata di notevole portata e significato sociale e culturale. Sono state tante davvero le iniziative tenute al Palazzo Macchiarelli, al Convento di S. Maria degli Angeli, all’ex Convento di S. Leucio con protagonisti di grande valenza, anche sul piano nazionale. Sono stati tanti i riferimenti che possono essere seguiti, dalla memoria dei Grandi della nostra storia, alle produzioni di pregio, dalle rappresentazioni teatrali alle manifestazioni sempre nello spirito inclusivo. I luoghi sono stati fondamentali perché con essi la nostra storia rivive e tutto ciò che vi appartiene diventa patrimonio di vita. Il fine era e rimane l’inclusione sociale, l’integrazione, la coesione, la crescita civile. La biblioteca comunale, inaugurata il 28 ottobre 1995, era nata con questo intento e possiamo affermare che in gran parte è stato perseguito, nella consapevolezza che l’impegno culturale non è un lavoro che ha una sua finitezza, ma un divenire che volge verso l’infinito. Meritano un grazie sentito quanti si sono impegnati negli anni per l’avanzamento culturale della nostra Comunità.
Dopo l’acquisizione di un antico e tradizionale complesso edilizio, tipico della civiltà contadina, e una sua ristrutturazione, la biblioteca comunale veniva in questo luogo bellissimo allocata. La struttura contiene anche un salone dove si sono tenuti tanti convegni e presentate tante pubblicazioni. Dopo aver ottenuto un finanziamento per la successiva ristrutturazione e aver realizzato interventi innovativi di notevole pregio tecnologico, la struttura, per la sua bellezza fiera e austera, oltre che popolana nella sua immagine storica, assume sempre più le sembianze di “Casa della Cultura”. In questa direzione si erano mossi passi significativi. Con apposita deliberazione e in questo spirito veniva data una precisa destinazione alla struttura. Con precisione: piano terra e interrato destinati a ospitare il Museo della civiltà Contadina, primo piano Biblioteca, ove è ancora allocata a esposizione la mostra permanente dei quadri, e piano superiore associazioni. Sembrava razionale per contenere i pilastri fondamentali che possono far vivere la nostra storia e la nostra cultura.
Invece che succede. Con delibera recente, l’Attuale Amministrazione destina il primo piano e quello superiore ad Associazioni private, non disponendo alcunché per la biblioteca. Si tratta di uno sfratto in piena regola di un presidio pubblico di grande valore istituzionale per dare spazio ad un’associazione privata, sicuramente conosciuta ed anche abbastanza impegnata nel promuovere fatti culturali. Noi riteniamo che le associazioni vadano considerate, ma non privilegiate, specie se questo avviene a danno di presidi istituzionali pubblici. Allo stato, quindi, non è dato sapere dove verrà allocata la biblioteca comunale. Atteso che quel bel centro sito alla frazione San Bartolomeo dovrà essere “Casa della Cultura” è giusto che contenga anche la biblioteca comunale. Chiediamo spiegazioni a riguardo, ritenendo che alcuni cambiamenti non giustificabili sul piano pubblico richiedano valutazioni più partecipate e possibilmente condivise. La cultura non è patrimonio di qualcuno, ma è il bene comune che fa avanzare una Comunità.
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