Maraia (M5S): "L'Asl di Avellino non dimentichi i nostri eroi"

La nota del deputato pentastellato sulla situazione dei lavoratori delle pulizie della GE.SAP, impiegati negli ospedali di Ariano e dell'Alta Irpinia

Nel corso di questa emergenza legata al contagio da Covid, scarsa o nulla attenzione è stata riservata ad una parte dei veri eroi della lotta al Covid, insieme al personale medico e paramedico.

Stiamo parlando dei lavoratori delle pulizie della GE.SAP, impiegati negli ospedali. Lavoratori che, senza clamori e senza i riflettori dei mezzi di comunicazione, hanno vissuto tutte le fasi dell’emergenza Covid, anche quelle più drammatiche, svolgendo turni di lavoro eccezionalmente pesanti, ed anche a rischio della propria salute.

Attualmente questi eroi sono sprofondati nel dimenticatoio della politica sanitaria. Già in passato il trattamento loro riservato non era stato certo benevolo, con una riduzione dell’orario di lavoro giornaliero, da 5 ore a 3 ore. Oggi, con l’affidamento delle pulizie alla ditta GSI, il loro orario giornaliero si è ulteriormente ridotto di 30 trenta minuti, quindi a 2 ore e mezza al giorno. Sul piano sia prettamente contrattuale che, più in genere, lavorativo ed esistenziale, lavorare due ore al giorno è mortificante e significa avere uno stipendio da fame, mentre sul piano sanitario ciò determina notevoli difficoltà nel far rispettare rigidi protocolli igienici all’interno delle strutture sanitarie.

Chiediamo, di conseguenza, che la direttrice generale dell’ASL di Avellino si adoperi per la revisione dei contratti di questi lavoratori da tempo parziale a tempo pieno, assicurando dignità del lavoro e maggiore continuità delle prestazioni. Una problematica sociale ed occupazionale che, appunto, è direttamente connessa ai livelli qualitativi dei servizi erogati dalla sanità. Allo stesso modo, non possiamo certo dimenticare la chiusura del reparto di ginecologia all’ospedale “Sant’Ottone Frangipane” di Ariano Irpino, la non attivazione del reparto di oculistica, la non funzionalità di quello di urologia, la commistione di fatto tra medicina generale e lungodegenza, nonché la tuttora insufficiente suddivisione della struttura tra “ala covid” e reparti già operativi. Altro che DEA di I Livello: il mancato adeguamento dell’ospedale di Ariano, attualmente gestito da un direttore sanitario che svolge lo stesso ruolo anche a Sant’Angelo dei Lombardi, ha vanificato gli sforzi del Movimento 5 Stelle al governo e la riscrittura del piano ospedaliero regionale campano.

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L’ASL di Avellino e la direttrice generale Maria Morgante non possono ignorare tutte queste problematiche e si attivino per risolverle in tempi ragionevoli. 

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