Sirignano e Vietri: "Spostare il liceo classico al Passo significa condannare Mirabella centro alla morte"

Il caso fa discutere

«Spostare il liceo classico al Passo significa condannare Mirabella centro alla morte. Non si tratta di campanilismi o personalismi, ma di salvare un’istituzione storica e fondamentale per l’economia». E’ la posizione degli assessori eclanesi Gerardo Sirignano e Agnese Vietri, che intervengono rispetto all’ambiguità del primo cittadino e della sua assessora.

«Nonostante una delibera del Consiglio votata all’unanimità, con la sola astensione della D’Ambrosio, e nonostante i paroloni del sindaco ribadenti l’amore per il centro cittadino, durante gli ultimi 6 mesi, è stato fatto di tutto per creare un percorso minato e ostacolare il progetto che prevedeva la collocazione del liceo nel Palazzo di Città. L’atteggiamento ostico mette a repentaglio anche il futuro dell’Istituto Alberghiero. Si rischia di chiudere in modo definitivo le saracinesche a Mirabella per riaprirle sotto il portoncino di casa Capone».

Alla vigilia del Consiglio, chiesto dalla minoranza, gli assessori Sirignano e Vietri prendono le distanze e ribadiscono la propria intenzione a rimettere le deleghe in caso di mancato impegno per il centro storico: «Se la Provincia e il presidente Gambacorta hanno accolto le nostre richieste, sopportando i capricci del sindaco, pur di risolvere un problema, sul Comune, sfruttando ogni mezzo, si rallenta il tutto. Quello che è stato fatto finora è il risultato di un impegno in cui altri, a partire dal vertice, per lungo tempo, non si sono spesi. Non si tratta di rappresentare una parte del paese, ma il paese tutto. Non si prendono decisioni di parte che condizionano la vita di una comunità».

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Ultima vicenda negativa è la disponibilità del Governo. «Finanche il dicastero all’Ambiente si era reso disponibile, con propria missiva, a rivalutare la destinazione d’uso dei locali per dare nuova linfa a un centro storico svuotato. Non comprendiamo, quindi, come solo il sindaco preferisca avere gli studenti sotto casa, probabilmente per accontentare qualche capriccio o il burattinaio di turno».

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