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Libera ricorda Pasquale Campanello: "Trent'anni di memoria ed impegno quotidiano alla ricerca della verità"

La due giorni in ricordo del Sovrintendente Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria ucciso da quattro killer nel 1993 è iniziata questo pomeriggio a Villa Amendola

Ha avuto inizio questo pomeriggio, a Villa Amendola ad Avellino, la due giorni organizzata da Libera e dalla famiglia Campanello per celebrare il trentennale della scomparsa di Pasquale, Sovrintendente Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria ucciso l'8 febbraio 1993 da quattro killer con quindici colpi di pistola a distanza ravvicinata, in un agguato sotto la sua abitazione a Mercogliano.

Libera ricorda Pasquale Campanello: "Trent'anni di memoria ed impegno quotidiano alla ricerca della verità"

Antonietta Oliva: "La criminalità c'è ancora e va contrastata unendo le forze"

All'evento celebrativo era presente la signora Antonietta Oliva, moglie di Pasquale Campanello: "Continua il nostro impegno per mantenere viva la memoria, anche se ad oggi non conosciamo ancora la verità e gli autori dell'efferato delitto. Lo Stato non è stato in grado di fare giustizia per mio marito. Le uccisioni per mano della camorra e della mafia sono diminuite rispetto a qualche anno fa e oggi c'è la consapevolezza dell'esistenza della corruzione e della criminalità organizzata nella nostra città. Ciò nonostante non dobbiamo abbassare la guardia perché la criminalità si è ben infiltrata nel tessuto socio-economico diventando invisibile. Dobbiamo, dunque, unire le forze per favorire un cambiamento".

Premio Pasquale Campanello, assegnati quattro riconoscimenti

La due giorni è incominciata con la quinta edizione del Premio Pasquale Campanello all’impegno quotidiano. Quest'anno, i riconoscimenti sono stati conferiti a Rosa Volpe, Procuratrice ff DDA di Napoli, Anna Motta e Giuseppe Paciolla, genitori di Mario Paciolla, funzionario ONU morto in Colombia; Luciana Delle Donne (Made in Carcere); Michele Tartaglia, Coordinatore Emporio solidale ECORE Atripalda (Ass. Don Tonino Bello).

Coniugi Paciolla: "Vogliamo verità e giustizia per Mario"

"Libera ci è sempre stata vicina. Questo premio è dedicato alla resistenza, siamo contenti di riceverlo - hanno affermato i genitori di Mario Paciolla, cooperante e giornalista napoletano ucciso in Colombia - ma noi non ci sentiamo delle persone speciali perché pensiamo che tutti i genitori riuscirebbero a fare ciò che stiamo facendo noi. Per nostro figlio vogliamo prima di tutto che gli sia restituita la dignità, poi chiediamo verità e giustizia". Quella giustizia che è stata offesa proprio la scorsa notte quando dal balcone del Sindacato unitario giornalisti della Campania è stato strappato lo striscione dedicato a Mario. Un gesto ignobile che offende la memoria ma che non fermerà coloro che si stanno battendo per conoscere la verità.

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