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Lavoro femminile, Cgil: "Necessità di coordinamento per individuare e combattere le discriminazioni"

Il resoconto del webinar

La Cgil Avellino ha ritenuto opportuno mettere in campo un momento di riflessione seppur attraverso un webinar per esporre le posizioni e le esperienze delle lavoratrici che rappresenta in occasione della giornata internazionale dei diritti della donna.

Nel webinar che si è tenuto stamane sulla piattaforma FuturaLab ed in streaming su Collettiva.it ,organizzato dalla Camera del lavoro di Avellino , si sono confrontate sulla tematica salute e sicurezza di genere nei luoghi di lavoro il *Prefetto di Avellino Paola Spena, la *Direttrice dell’Inps di Avellino D.ssa Giovanna Baldi, la *Direttrice dell’Inail Avellino/Benevento D.ssa Orazia Codirenzi, *On.Rosetta D’Amelio Regione Campania Pari Opportunita’, Susanna Camusso Resp.Politiche di Genere Cgil Nazionale, Cinzia Massa Seg. Resp.Polititiche di Genere Napoli/Campania, *Italia D’Acierno* Seg. Cgil Avellino Resp.Politiche di Genere .

"!C’è necessità di coordinamento fra tutte le istituzioni per individuare e combattere le discriminazioni,le violenze in qualsiasi modalita’esse si esprimano, gli abusi che avvengono fuori e dentro i luoghi di lavoro,una delle finalita’di questa iniziativa seminariale e’riprendere la sinergia tra Istituzioni,parti sociali,Asl ed enti/piani di zona locali,politica e cittadini affinche’ si possa lavorare insieme ed in collettivo seppur in direzione”ostinata e contraria” ,costruendo alleanze,ponti nella tutela dei diritti delle donne" dichiara Italia D’Acierno che continua: “Se esistono delle diseguaglianze è perché esistono barriere culturali che non risparmiano nessun luogo di lavoro neanche nei luoghi della formazione,poiche’gli stereotipi di genere ed i costrutti sociali si annidano in ognuno di noi ergo sono sempre presenti;Costrutti culturali sbagliati, mascolinità tossica, machismo vivono nella nostra cultura e anche nei luoghi del sapere vi è una difficoltà nel costruire un superamento. Le differenze retributive fra uomini e donne e più in generale le differenti possibilità di guadagno sul posto di lavoro si determinano sulla base di tre fattori fondamentali: 1)le donne lavorano mediamente meno degli uomini;2) le donne che lavorano hanno minori prospettive di carriera degli uomini; 3)le donne a parità di lavoro sono comunque, in media, meno retribuite dei colleghi uomini. Tantissime sono anche le minacce, le molestie, i casi di mobbing, le dimissioni in bianco, gli abusi e le discriminazioni che avvengono,ancora, tutti i giorni sui luoghi di lavoro".

L’impossibilità di conciliare i tempi di vita e di lavoro delle donne costruisce l’ostacolo principale ad una piena parità di accesso al lavoro e alle cariche dirigenziali,questo dipende sia dalle condizioni di lavoro spesso escludenti, sia dalle condizioni di welfare nei nostri territori,in particolar modo territori come quello irpino. La mancanza di servizi che dovrebbero essere essenziali indirizza molte donne verso la scelta delle dimissioni o di optare per un part time volontariamente. Quel lavoro di cura che dovrebbe esser svolto dal pubblico ,di cui tanto si parla in questo periodo di pandemia,che spesso nelle famiglie viene caricato sulle donne (cura intesa come attitudine legata al genere femminile), produce difficoltà di emancipazione e condizioni di sudditanza economica, spesso anche alla base dei fenomeni di violenza.

Purtroppo negli ultimi anni c’e’ stato un vero attacco ai diritti delle donne,e non solo,che sono veri e propri “atti di violenza”basti pensare al depontenziamento dei consultori attraverso una cattiva gestione delle risorse economiche che ne ha determinato la chiusura come ad Avellino dove 4 anni fa e’stato chiuso l’ultimo consultorio socio-sanitario, quello situato all’interno centro sociale Samantha Della Porta non si sa quando possa essere ripristinato, ad oggi resta attivo solo il consultorio dell’Asl che eroga esclusivamente prestazioni sanitarie;L’attacco continuo e costante alla legge 194/78 (diritto di interruzione di gravidanza),costantemente messo in discussione soprattutto in questo momento storico di Pandemia.

Nel momento piu’complicato dell’emergenza pandemica in atto,le donne stanno vivendo una vera e propria emergenza lavorativa per tutto cio’che sta avvenendo nel mercato del lavoro : molti sono stati i contratti interrotti che hanno coinvolto le donne,nonostante Esse sono state fondamentali in questi mesi gestendo non solo il “lavoro di cura familiare”ma svolgendo spesso mansioni fondamentali inerenti ai lavori cosiddetti”essenziali”nel lockdown .

In questo periodo hanno sperimentato molto di piu’ rispetto ai loro colleghi uomini ,in alcuni settori ,lo Smart Working con tutti gli effetti collaterali che esso ha comportato poiche’ non ancora del tutto contrattualizzato, e molto piu’simile al tele lavoro che al lavoro agile.

Le difficolta’ che le donne incontrato nei luoghi di lavoro,oggi piu’di ieri,sono esacerbate dalla crisi pandemica ed e’per questo che e’ fondamentale avviare percorsi di formazione volti al rispetto e alla dignita’della persona ,finalizzati alla sensibilizzazione e allo sviluppo della cultura della diversita’.Inoltre e’ fondamentale avviare percorsi di conrattazione inclusiva nei luoghi di lavoro che vadano a migliorare la condizione delle donne affermare il principio dettato dall’art.28 del decreto 81/08 le differenze di genere ,di classe,di eta’,di culture fanno parte dei luoghi di lavoro ed e’necessario valorizzare le differenze poiche’risorse essenziali per il cambiamento.”

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