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Domenica, 2 Ottobre 2022
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ISRI Irpinia: "Strano che un evento sul brigantaggio sia patrocinato dalla Provincia di Avellino"

Con viva perplessità apprendiamo dalle testate locali dell’evento speciale del programma “Biblioteca e Museo Summer edition”, a cura della Provincia di Avellino, "Ruggiti di libertà"

Con viva perplessità apprendiamo dalle testate locali dell’evento speciale del programma “Biblioteca e Museo Summer edition”, a cura della Provincia di Avellino, Ruggiti di libertà. Amore e morte a lu tiempo de li briganti, «pièce drammatica in costume ispirata – leggiamo – alla vicenda storica del Brigante Antonio Manfra e della sua Brigantessa Mariannina della Bella nel lontano 1865». Sorvolando sull’abuso dell’aggettivo “storico/a” e sull’utilizzo della maiuscola per il termine “brigante/brigantessa”, ciò che desta preoccupazione non è l’allestimento di uno spettacolo teatrale, che di sicuro mieterà successo a partire dal titolo accattivante per una certa vulgata – trita e ritrita, in verità - che vede i briganti come martiri della libertà di un Sud sfruttato e vilipeso, quanto che tale manifestazione veda coinvolti l’Amministrazione Provinciale, la Biblioteca “S. e G. Capone” e il Museo Irpino. Appare, infatti, piuttosto paradossale che una drammatizzazione sui briganti, non per caso definita “Ruggiti di libertà”, sia patrocinata dall’ente che rappresenta la terra natale di patrioti quali ad esempio Lorenzo De Concilj, Michele Pironti, Francesco De Sanctis, Pasquale Stanislao Mancini, in collaborazione con un museo che ha una ricca sezione risorgimentale e con una biblioteca significativamente dedicata a chi ne aveva costituito il primo nucleo, il montellese Scipione Capone, attivissimo nella repressione della piaga del brigantaggio. Questo comitato non ha alcun interesse a lanciare “crucifige” a chicchessia, né a regalare ulteriore pubblicità a sedicenti movimenti revisionistici, che prontamente hanno dato spazio alla notizia sui propri social, ma invita la Provincia, che più volte si è mostrata sensibile a eventi di spessore scientifico, come la celebrazione del bicentenario dei moti del 1820-1821, a essere più attenta nell’evitare iniziative da gran cassa mediatica, ma storicamente discutibili.

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