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Il maître irpino Morelli torna su Real Time: "La famiglia Fischetti la mia grande scuola"

L'intervista al giovane maître di Vallesaccarda, volto tv di "Primo Appuntamento"

Arrivano i nuovi episodi dello show condotto dal "Re di cuori" Flavio Montrucchio. Su Real Time sta andando in onda il reality Primo Appuntamento. Un programma divertente che parla d'amore, ma con simpatia e leggerezza. Tra i protagonisti un giovane maìtre irpino che ha subito conquistato i telespettatori. Real Time ha infatti riconfermato nel cast Denny Morelli, talentuoso professionista della ristorazione che ha mosso i primi passi alla corte della famiglia Fischetti per poi spiccare il volo verso esperienze internazionali. 

La sua avventura nel programma Primo Appuntamento è stata l'occasione per parlare del suo futuro e affrontare con lui temi di attualità che ruotano intorno al food i tempi di pandemia. 

L'intervista 

1. Denny Morelli sei stato confermato nel cast di Real Time,  Primo Appuntamento. Quali le novità di questa edizione... 

Si, sono stato confermato ancora una volta nel cast di Primo Appuntamento, che è oramai giunto alla quinta edizione. P rimo Appuntamento è sempre una novità. È   un programma ricco di storie emozionanti ma anche divertenti allo stesso tempo. N on mancheranno colpi di scena, questo è sicuro. Ma non voglio aggiungere altro. L’unica cosa che posso dirvi è che indosserò delle calze rosse. R osse come l’amore.

2. Dai ristoranti stellati alla tv, come mai questa scelta? Sei molto giovane, cosa ti interessa di più: le telecamere, o la carriera in sala?

Lavorare in televisione non è mai stato il mio obiettivo primario. È un lavoro che è subentrato successivamente e anche un po’ per caso. È stata una bella opportunità che ho saputo cogliere al volo e che, a dirla tutta, non potevo farmi scappare. È un mondo che mi affascina e in cui mi sento a mio agio ma è la carriera in sala quella a cui punto. N on vi nego però che, se dovessero capitarmi altre occasioni legate al mondo dello spettacolo, le accetterei molto volentieri.

3. Quand’è che hai iniziato a lavorare in sala? Ti sei approcciato per caso a questo mondo, o è stata la naturale conseguenza dei tuoi studi?

Ho iniziato a lavorare in sala molto presto. Quando ho sentito il bisogno di essere indu pendente, seguendo le orme di mio fratello maggiore. De vo dire che la mia più grande fortuna è stata quella di entrare a far parte sin da subito del ristorante “Oasis”, della famiglia Fischetti. Sono stati per me una grande scuola, in cui ho appreso molti segreti del mestiere. A loro devo molto, mi hanno fatto sentire parte integrante di quella famiglia, oltre ad avermi trasmesso tutto l’amore e la passione che nutro per questo lavoro.

4. Quali sono state le tue esperienze dopo l’Oasis?

Sono state diverse le esperienze che mi hanno formato a livello lavorativo, professionale ma anche e soprattutto umano. Per citare l’ultima, che ritengo particolarmente importante e dalla quale sono appena tornato, è quella in cui ho avuto la fortuna di collaborare con Italo Bassi, chef tristellato, e sua moglie Madame Confuison, nel loro ristorante stellato in Costa Smeralda.

5. Non credi che il ruolo in sala nonostante la sua grande importanza sia sempre un po' offuscato dalla figura dello chef? Colpa del cameriere che non riesce a esaltare la sua figura o dei mezzi di comunicazione troppo attenti al piatto e poco al servizio?

Partendo dal presupposto che la cucina e la sala lavorano per lo stesso obiettivo, credo che la figura del cameriere sia offuscata o, come meglio dire, passa in automatico in secondo piano rispetto alla figura dello chef.

Questo perché da una parte chi va in un ristorante lo fa per assaggiare il piatto dello chef, come è giusto che sia. Dall’altra perché il cameriere è visto come un semplice porta piatti e non come la figura che dà vita e armonia al ristorante, che c erca di coccolare e capire le esigenze di ogni singolo ospite. Io credo che l’attenzione si debba focalizzare sul piatto che, accompagnato da un buon servizio, diventa indimenticabile. Ci terrei a precisare che noi di sala, come lo chef, siamo artigiani... artigiani dell’accoglienza.

6. Quali sono le figure a cui ti ispiri? Su Real Time, ad esempio, hai modo di essere al fianco di uno dei migliori maître in Italia: Alessandro Pipero. Cosa ti ha insegnato?

Non c’è una figura in particolare a cui mi ispiro, ma cerco di cogliere il meglio dai grandi professionisti di questo settore. Alessandro mi ha insegnato che non basta essere solo professionali in sala ma bisogna anche essere se stessi, essere veri.

7. Come vedi la situazione attuale della ristorazione. Secondo te il Covid quanto sta pesando sulla vita della ristorazione stellata e sui ristoranti in genere?

Troppo. I ristoranti hanno cercato di adeguarsi al meglio a tutte le norme vigenti ma a quanto pare non è bastato. Mo lti ristoranti sono stati costretti a chiudere definitivamente. Ovviamente il tutto grava anche su noi camerieri che di conseguenza abbiamo sempre meno lavoro. Il mio pensiero però è già proiettato al futuro, a quando questo periodo critico sarà finito. Sono certo che ci sarà una rinascita per tutti, perché si sa che dopo ogni tempesta c‘è sempre il sole.

8. Quest'estate hai lavorato in Sardegna, una regione molto criticata per l'aumento dei contagi. Tuttavia i ristoratori hanno sempre giurato che c'è stata massima attenzione verso le regole. È vero?

Si, la Sardegna è stata una delle regioni più colpite e criticate per l’aumento dei contagi. Purtroppo non posso dire che non è il vero ma posso sicuramente affermare che c’è stata la massima attenzione alle regole da parte dei ristoratori. Ovviamente eravamo tutti piuttosto spaventati dalla situazione ma dopo il lungo periodo di Lockdown avevamo tutti bisogno e voglia di lavorare.

9. Ormai sei tornato dalla Sardegna, la stagione autunnale immagino sia ferma vista la mancanza di turismo e regole da zona rossa. Dove ti troveremo prossimamente? In Irpinia?

Purtroppo o per fortuna sì, sono tornato dalla Sardegna. C ome dicevo prima è stata una stagione breve ma intensa quindi al momento, viste anche le varie restrizioni, sto lavorando a progetti futuri che non vedo l’ora di mettere in atto. Nel frattempo mi godo la mia famiglia qui in Irpinia.

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