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Spopolamento in Irpinia: un dramma al quale bisogna mettere un freno

Un ulteriore allarme è scattato dopo i recenti dati Istat che risultano impietosi per la Provincia di Avellino

Sono impietosi i numeri Istat sullo spopolamento nella Provincia di Avellino. Spesso ci si sofferma sul poco appeal turistico (nonostante le bellezze naturali e i tanti prodotti enogastronomici di qualità), ma i primi problemi da risolvere sembrano riguardare proprio la permanenza di chi in quelle terre ci è nato o almeno cresciuto. Dal 2012, infatti, hanno emigrato verso “oasi più felici” circa 7mila e 600 abitanti, soprattutto giovani. Tra i comuni peggiori c’è quello di Senerchia che con un calo registrato del 20,5% potrebbe (di questo passo) presto estinguersi.

Dati preoccupanti e che spingono tutti a fare riflessioni profonde, anche se in alcune zone, come Monteforte Irpino e Ospedaletto, i numeri sono positivi. Il principale indagato per questo spostamento di massa sembra essere ancora una volta il lavoro, la cui mancanza pesa come un macigno soprattutto sulla testa degli under 40. Ma non è l’unico a finire sul banco degli imputati: anche i servizi, infatti, risultano spesso scarsi. Si pensi ai trasporti, in particolar modo alla rete ferroviaria o alle arterie extra-urbane, che mettono in ginocchio i cittadini che per studio o per lavoro sono costretti a spostarsi. Il commissario Priolo ha riferito che qualcosa si sta cercando di fare per il trasporto su ferro; così come dovrebbe presto sbloccarsi la questione Lioni-Grottaminarda (il Governo sta lavorando intensamente per lo "Sbloccacantieri"). Ma intanto la gente va via, spesso esasperata.

Non scopriamo certo l’acqua calda, ma è giusto sottolineare che tale processo indebolisce le attività economiche, anche quelle proprie dei piccoli comuni come agricoltura e allevamento. Inoltre, cosa da non sottovalutare, un territorio disabitato è meno curato e quindi incorre in maggiori rischi ambientali. E l’Irpinia non può certo permettersi, da territorio già ad alto rischio idrogeologico, di essere minata ulteriormente a livello di ambiente.

Inutile dire anche che le istituzioni, la politica, devono fare la propria parte e farla bene, creando le condizioni affinché le persone scelgano di restare (se non tornare). Infatti, solo una distribuzione più equilibrata porta benefici alla comunità, in termini di qualità della vita: questo vale anche dove si registra un sovraffollamento. Torniamo così al punto di partenza. Ieri alla Camera di Commercio, nella conferenza stampa di presentazione del Vinitaly, il presidente La Stella si è soffermato molto sull’importanza di puntare sui prodotti di qualità dell’Irpinia per il rilancio del turismo, ringraziando anche il presidente di Provincia Biancardi per il suo impegno. Portare “all’esterno” i punti di forza, promuoverli, va bene, ma il problema resta un altro: tenere in Irpinia quelli che già ci vivono. Forse le prime risposte dovrebbero arrivare in tal senso. Non è facile, ma mettere un freno allo spopolamento è un dovere di tutti.

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