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Irpinia senza acqua e fiumi d'acqua in Puglia, De Luca: "È intollerabile"

Il presidente della Regione Campania ha messo l'accento sulla necessità di riequilibrio tra le risorse idriche

Si è svolto presso l’Auditorium Sant’Agostino di Benevento l' incontro sul tema: “Diga di Campolattaro: una grande opera per l’autonomia idrica della Campania” con la partecipazione del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, del Presidente della Provincia, Antonio Di Maria, del Sindaco, Clemente Mastella, del Rettore dell’Università del Sannio, Gerardo Canfora, del Coordinatore del progetto del potabilizzatore di Campolattaro, Gerardo Vacca, del Segretario generale dell’Autorità di Bacino del Distretto dell’Appennino Meridionale, Vera Corbelli, il Presidente del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano, Alfonso Santagata.

Il Convegno è servito ad illustrare la progettazione per le opere necessarie alla potabilizzazione delle acque della diga sul Tammaro a Campolattaro, la più grande della Campania, ultimata già nel 1993, ma ancora non in esercizio. Ma è stato l'occasione per mettere l'accento sul valore dell'acqua dell'Irpinia. 

Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca nel concludere i lavori, ha messo l'accento su una condizione definita da lui “singolare”, perché molta dell’acqua campana, in particolare quella delle Sorgenti Alte del Calore irpino, viene dirottato in Puglia a migliaia di litri al secondo, al fine di soddisfarne la grande sete. Questa situazione, voluta da Decreti Ministeriali degli anni Cinquanta del secolo scorso, necessita di trovare un riequilibrio immediato, ha detto De Luca.

Del resto, da Caposele la Puglia prende ben 6000 litri d'acqua al secondo. Ai quali si aggiungono i 1200, e fino a 1500 nei periodi di piena, provenienti dal gruppo sorgentizio di Cassano-Montella. Oltre ai 1000 derivanti dall'invaso di Conza. Insomma, ben 8500 litri d'acqua al secondo complessivamente, che vanno ad alimentare le utenze e ad irrigare parte delle coltivazioni pugliesi.

Secondo il presidente serve un riequilibrio:“Siamo vicini agli amici della Puglia, ma nell’uso delle risorse non ci siamo”.

De Luca ha quindi ricordato una proposta legislativa di due anni fa "che prevedeva il trasferimento del monopolio della gestione delle acque campane all’acquedotto pugliese. Siamo amici amici, fratelli fratelli, confratelli perfino, ma in un rapporto fraternamente equilibrato: non possiamo avere il paradosso di comuni irpini senza acqua e fiumi di acqua in altre parti d’Italia. È intollerabile”. 

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