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Ristoratori responsabili contagio da coronavirus, la norma va chiarita subito

Boccia: "Bisogna aspettare linee guida Inail"

L’infezione da coronavirus come infortunio sul lavoro. A prevederlo è un articolo del decreto Cura Italia, che stabilisce – nel caso in cui fosse provato che il contagio è avvenuto sul posto di lavoro – un risarcimento assicurativo per il dipendente malato. Si tratta di una norma che se da un lato tutela i lavoratori, dall’altro espone i datori di lavoro a rischi altissimi dal punto di vista della responsabilità, anche penale.

 La Fipe sta lavorando per elimare la responsabilità penale dei ristoratori nel caso in cui i loro dipendenti dovessero contrarre il virus. Una norma che preoccupa non poco e che spinge il Governo ad attendere ulteriori chiarimenti prima di dare il via libera alle riaperture.

Boccia: "Bisogna aspettare linee guida dell’Inail"

"Faccio un appello ai titolari di bar e ristoranti, loro che sono uno dei simboli di un certo modo di essere italiani: noi, come governo, ci siamo, stiamo lavorando per metterli in sicurezza e consentire loro di riaprire senza rischi”, ha sottolineato Boccia, per poi aggiungere:“Le misure che abbiamo messo in campo negli ultimi 35-40 giorni sono un'assoluta novità per il nostro Paese. Il Paese con tantissimi sacrifici sta cercando di superare una grave emergenza sanitaria e oggi i dati sono rincuoranti, per questo serve ancora tanto senso di responsabilità. Ora stiamo lavorando su bar, ristoranti e parrucchieri, ma bisogna aspettare le linee guida dell'Inali per consentire loro di operare in sicurezza, perché sono attività a rischio 'contatto fisico’".

Il problema è che non risulta chiaro in base al secondo comma dell'articolo 42 del decreto «Cura Italia» come sia possibile accertare che l'infezione da coronavirus sia avvenuta sul luogo di lavoro; tale equiparazione della malattia a infortunio sul lavoro può produrre conseguenze anche gravissime sul datore di lavoro, per il quale in caso di morte da infortunio sul lavoro è prevista la responsabilità penale. 

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